Bollettino Economico Banca d’Italia 2008
Numero 51 Gennaio 2008
Dopo una modesta ripresa nel terzo trimestre, in Italia la produzione industriale sarebbe calata nel quarto. L’attenuazione della crescita è confermata dagli indicatori qualitativi ricavati dalle indagini, compresi quelli relativi al settore dei servizi. Nei primi nove mesi dell’anno la crescita della produttività nell’industria è rimasta modesta; la competitività di prezzo ha subito ulteriori peggioramenti. Il costo del lavoro per unità di prodotto è cresciuto più che nell’analogo periodo del 2006. L’aumento del fabbisogno finanziario delle imprese ha potuto essere soddisfatto con finanziamenti bancari. L’incremento del debito bancario, particolarmente sostenuto per le imprese di medie e grandi dimensioni, può aver risentito nei mesi più recenti del peggioramento delle condizioni sul mercato obbligazionario, che ha determinato un calo della raccolta netta. La redditività
delle imprese sarebbe rimasta stabile.
Si stima che i consumi, sostenuti nella prima metà dell’anno, abbiano quasi ristagnato nella seconda. L’andamento nei mesi più recenti potrebbe aver risentito negativamente degli aumenti di prezzo connessi con i citati rincari delle materie prime. Gli investimenti fissi avrebbero decelerato seguendo il profilo del PIL. La domanda estera risentirebbe in misura crescente dell’apprezzamento dell’euro e del rallentamento della crescita nei
nostri principali mercati di sbocco.
Le informazioni disponibili sui conti pubblici indicano un significativo miglioramento dei saldi rispetto al 2006. Il fabbisogno del settore statale è sceso al livello più basso dal 2000. L’indebitamento netto e il debito dovrebbero collocarsi su livelli inferiori alle stime indicate dal Governo alla fine di settembre (rispettivamente pari al 2,4 e al 105,0 per cento), che erano già state ridotte rispetto agli obiettivi stabiliti un anno prima in occasione della manovra di bilancio per il 2007 (2,8 e 106,9 per cento). Nei primi nove mesi del 2007 la pressione fiscale è aumentata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; l’incidenza sul PIL delle spese primarie correnti è diminuita; le spese in conto capitale sono rimaste sostanzialmente stazionarie in termini nominali, escludendo nel 2006 le contabilizzazioni riguardanti la sentenza sull’IVA della Corte di giustizia europea.
Nel periodo intercorso dalla pubblicazione, nel Bollettino economico del luglio scorso, delle nostre previsioni per l’economia italiana, il quadro di riferimento esterno si è deteriorato in misura marcata, per effetto degli sviluppi descritti sopra. Si prevede ora che la crescita dell’economia italiana prosegua nel prossimo biennio a un ritmo di circa l’1 per cento l’anno, inferiore a quello del prodotto potenziale. La revisione al ribasso per il 2008 rispetto al luglio scorso, pari a 7 decimi di punto percentuale, è attribuibile essenzialmente al peggioramento del quadro esterno, che ha iniziato a produrre effetti fin dal quarto trimestre del 2007. Analoghe revisioni stanno interessando gli scenari previsivi per altri paesi dell’area dell’euro.
Questo quadro previsivo si presenta con accentuati caratteri di incertezza, riflesso di quella che circonda gli scenari internazionali. Vi sono rischi di un rallentamento ciclico, negli Stati Uniti e in altri paesi avanzati, più brusco di quello qui ipotizzato. I rincari delle materie di base potrebbero rilevarsi più duraturi di quanto implicito nelle attese dei mercati. D’altro canto, è ancora aperta la possibilità che si diffonda
tra le nostre imprese la capacità, di cui vi sono evidenze parziali, di ricercare aumenti di produttività e vantaggi competitivi di carattere strutturale, fondati sull’uso della tecnologia e sull’innovazione.






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