Poll: Redditi online. Si o No?
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Le dichiarazioni dei redditi. Per scoprire quanto hanno guadagnato basta andare sulla homepage del sito dell’Agenzia, cliccare su Uffici, poi su elenco uffici e su elenchi nominativi dei contribuenti. Infine su consultazioni elenchi dichiarazioni. Bisogna conoscere la regione della persona che si sta cercando, la provincia e il comune e il gioco è fatto.
Si arriva così a scoprire che nel 2005 l’industriale Luciano Benetton dichiarava un reddito imponibile di 1.635.722 euro, mentre il comico Beppe Grillo 4.272.591 e 3.580.995 Roberto Benigni. Tra i volti celebri anche Sabrina Ferilli e Luciana Littizzetto: l’attrice romana nel 2005 dichiarava un reddito di 423.829 euro, mentre la comica torinese 1.824.084. Ovviamente nell’elenco ci siamo tutti, compresi i protagonisti di vicende di cronaca. Scopriamo allora che Olindo Romano, accusato della strage di Erba, dichiarava 18.809 euro.
Grillo furioso. Il comico genovese – quattro milioni di reddito, quasi otto miliardi – è su tutte le furie. E sul suo blog si lancia in un’invettiva contro la lista definendola “colonna infame”: “Follia, questa è una follia, chiunque può accedere senza essere identificato, mafia, ‘ndrangheta, camorra, sacra corona unita hanno suggerito e Prodi, Visco, Padoa Schioppa hanno eseguito con la benedizione del centrosinistra unido che mai sera vencido”. Insomma, per Grillo “questa è follia. Dopo l’indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l’indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento. Il rapporto fiscale è tra il privato cittadino e lo stato e tale deve rimanere”.
Che fare adesso? “Una mail al prossimo ministro
dell’Economia Giulio Tremonti perchè ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l’accesso a chiunque di dati sensibili privati. Nei prossimi giorni cercherò di capire chi è l’ispiratore di questa schifezza. È giusto che tutti lo vengano a sapere e che risponda delle eventuali conseguenze”.
“E’ un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c’è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano”, dice il vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco. “Era già pronto per gennaio – spiega -, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi”. Dello stesso parere anche il leader radicale Marco Pannella: “E’ necessario far prevalere il diritto di sapere piuttosto che quello di essere ignorati”.
(30 aprile 2008)
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/redditi-online/redditi-online.html
30/4/2008 (14:15) – IL CASO
Su Internet i redditi
degli italiani
E’ bufera sull’Agenzia
delle entrate
Sul sito le dichiarazioni di vip e gente comune: «Abbiamo l’ok della privacy». Ma il garante smentisce: noi all’oscuro. Visco: è democrazia. Ma il Pdl insorge.
Il Garante: noi all’oscuro di tutto
Alle Entrate intanto sostengono che si tratta di un provvedimento a norma di legge autorizzato dal garante. Ma gli uffici del garante, interpellati a proposito della pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi smentiscono il loro via libera: «L’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate non è mai stata sottoposta all’attenzione del Garante della privacy. Il collegio è convocato per il pomeriggio di oggi per esaminare la questione. L’iniziativa non è mai stata sottoposta all’attenzione del garante della privacy. Il collegio è convocato per il pomeriggio di oggi per esaminare la questione».
E il sito va in tilt. Scoppia la polemica politica
L’iniziativa che non ha mancato di suscitare un grande interesse come dimostra il fatto che il sito internet dell’Agenzia è andato in tilt non appena si è sparsa la notizia. E non mancano le polemiche politiche. Secondo Vincenzo Visco «è un fatto di trasparenza e di democrazia che c’è in tutto il mondo». Il vice ministro dell’Economia ha apiegato che tutto «era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi». Il Pd plaude e Matteo Colanninno dice che la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi «è una cosa che non mi sorprende». Insorge invece il Pdl. È una «Viscata», un «atto vergognoso», attacca il parlamentare di Forza Italia Guido Crosetto. Secondo Urso (An) «occore coniugare la trasparenza con il diritto alla privacy». Pannella promuove invece l’iniziativa dell’Agenzia delle entrate: «Non capisco quale problema ci sia».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200804articoli/32433girata.asp
Pdl “Un’inutile violazione della privacy”. Alberto Giorgetti, esponente del Pdl, commenta così la decisione. Si tratta di “un errore”, prosegue, sottolineando che “è giusto che l’agenzia abbia elementi a disposizione per verificare l’attendibilità dei contribuenti, ma metterle a disposizione di tutti significa violare la privacy e il diritto di tenere riservato il proprio reddito”. È un provvedimento, conclude Giorgetti, “di regime e non di buon senso, non si fa così la lotta all’evasione”. “Occore coniugare la trasparenza con il diritto alla privacy – spiega Adolfo Urso -. Il dovere della trasparenza dovrebbe attenere sopratutto a chi svolge una funzione pubblica, ma al cittadino che svolge una attività privata dovrebbe essere garantito il diritto alla privacy. Si tratta del giusto equilibrio”. Per Guido Crosetto è una “Viscata”, un “atto vergognoso” critica con fermezza la decisione dell’agenzia delle entrate . È un modo, spiega l’esponente del Pdl, £per vedere come guadagna il vicino, e creare contrasto fra le persone normali£. È un provvedimento che “per una volta, non riguarda i politici ma crea incrinature nella società di cui certo non si sentiva il bisogno” conclude.
Pd “Non capisco quale problema ci sia”. Marco Pannella, leader storico dei Radicali promuove la decisione. “A una funzione pubblica, corrisponde un servizio pubblico” osserva, sottolineando che la privacy non è un concetto che lo entusiasma, perché “è necessario far prevalere il diritto di sapere piuttosto che quello di essere ignorati”.
Postato in: Economia, Evasione Fiscale | Messo il tag: BeppeGrillo, Giustizia, Redditi, VincenzoVisco







































































Ma e veramente pazzesco!!!ma nessuno si rende conto messo davanti ai dati di quanti evasori ci siano e che la gente con i redditi piu alti sono coloro che svolgono lavori piu umili??
Pazzesco!!!
No, non si sconvolgono nè stupiscono, perchè in questo paese del Bengodi ogni cosa è permessa, ammesso che tale cosa sia illecita.
Ciò che invece è lecito è tacciato come illecito.
Viviamo nel paese dei paradossi giudiziari.
Si è vero ci sono tanti evasori e se forse l’evasione si risolverebbe potremmo risolvere il debito pubblico di questo paese, ma i comportamenti illegali sono nel dna del nostro paese.
Grillo però che non si lamentasse per i suoi 4.272.591 euro guadagnati all’anno, più quelli non dichiarati,
Tanto da poter permettersi manager e agenzie che finanziano le sue attività:
Aldo Marangoni, il manager che lo segue da circa trent’anni: «Da quando è partito il blog è stato un successo crescente». Una media di 5 mila spettatori per 80-90 date a tournée, quasi mezzo milione di persone pronte a pagare dai 20 ai 30 euro per ascoltarlo nei palasport. «Le date registrano il tutto esaurito in tempi sempre più brevi» aggiunge Marangoni. Che nel 2005 ha versato a Grillo 3.942.038 euro (cifra cresciuta negli anni successivi). E il resto della torta? Nella dichiarazione 2006, 512.132 euro provengono dalla Società italiana degli autori ed editori (la Siae); 69.784 dalla Casaleggio associati, l’agenzia che gestisce il suo blog (quell’anno all’esordio); 45.000 da Feltrinelli (con cui ha pubblicato Tutto il Grillo che conta); 15.500 dal settimanale Internazionale, per cui scrive.
Pensate anche a chi crede di dire cose giuste e poi vi prende in giro.
Sulla questione redditi online Grillo ha commesso un grave errore, e molti glielo hanno fatto notare senza mezzi termini.