Su Torrent si trova qualcosina…
Lo stop del Garante aggirato dalle reti di condivisione:
i dati fiscali dei contribuenti restano a portata di click
ROMA
Continua la polemica sulla pubblicazione dei redditi degli italiani on line. L’Agenzia delle Entrate aveva messo alla portata di tutti le dichiarazioni del 2005 ma nel giro di poche ore il Garante della privacy aveva imposto lo stop. L’agenzia aveva fatto dietrofront e aveva sospeso tutto. Ma la mossa del Garante potrebbe rivelarsi inutile. La colpa (o il merito), al solito è della rete, del peer to peer.
I redditi degli italiani infatti rimangono online e sono ancora consultabili: grazie a un sistema di “file sharing”, si può accedere alle dichiarazioni dei contribuenti relative al 2005 impostando una semplice ricerca da un qualsiasi motore, aggirando così lo stop imposto dal Garante della Privacy alla pubblicazione on line decisa dall’Agenzia delle Entrate. L’operazione è estremamente lineare grazie a un sistema di link che accompagna l’internauta fino a scovare l’elenco della discordia. Infatti risulta che molti patiti della Rete, subito prima dell’altolà del Garante, hanno provveduto a copiare i redditi dal sito dell’Agenzia delle Entrate e adesso è praticamente impossibile tornare indietro.
La questione, che ha sollevato una ridda di polemiche e diviso gli stessi italiani, continua a tenere banco: e, nelle ultime ore, è arrivata anche la presa di posizione dell’Adiconsum, associazione dei consumatori. Rendere note le dichiarazioni dei redditi degli italiani è stata «una scelta giusta ma realizzata male – dice il presidente Paolo Landi -: i colpevoli di questa grande superficialità burocratica non possono restare a gestire un servizio così delicato». Per l’Adiconsum, considerando il rischio di truffe basate sul furto di identità, è ora «indispensabile un appello da parte delle istituzioni ai vari motori di ricerca su internet e a tutti coloro che hanno registrato i dati dell’Agenzia delle Entrate ad evitare di rimettere in rete» le informazioni che erano state diffuse. Anche se si tratta di «una scelta di trasparenza che possiamo condividere», dice Landi, l’Adiconsum «condivide la decisione dell’Autorità della privacy per aver interrotto e sospeso questa applicazione».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200805articoli/32454girata.asp
Trovarli su eMule è facilissimo: basta digitare il codice fiscale della città, per esempio H501 per Roma. Oppure “p-2005″ per avere numerose città. Quelle principali si trovano sparse tra diversi file. Qualcuno ha però già cominciato a renderli più comodi da consultare, mettendo per esempio Roma in un file unico, in formato tabella. Si scopre così che il più ricco di Roma (almeno secondo il fisco) è Giancarlo Giglio, classe 1941, 13,556 milioni di euro di reddito imponibile. Poi, Massimiliano Zucchi (13,044 milioni). Francesco Totti è al terzo posto, con “soli” 10,085 milioni di euro. Ed è anche il più ricco tra quelli con meno di 40 anni. C’è un calciatore di 29 anni che
dichiara 4,725 milioni: Jonathan Jacques Guy Zebina. Più di Antonio Cassano, 4,550 milioni. Difficile trovare un giovane ricco non calciatore, a Roma: a 1,6 milioni c’è Alessia Marcuzzi (35 anni), per dire. E anche questo è un po’ specchio dell’Italia.
Malgrado lo stop del Garante per la Privacy, ormai i dati dei redditi degli italiani sono su internet e sarà difficile, se non impossibile, bloccare la pubblicazione. Si possono trovare attraverso il sistema di condivisione file eMule (digitando le cifre del codice fiscale della città), ma anche in altri siti peer-to-peer.
Da Wikio

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Noto con piacere che questo post è stato gradito…
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Grazie.
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