Strage in Birmania: come aiutare la popolazione colpita

Chiunque avesse informazioni su Conti Correnti speciali, iniziative benefiche ed altro, è calorosamente pregato di segnalare su questo post tutto quanto a sua disposizione. Noi tenteremo di tenervi aggiornati con le informazioni in nostro possesso.

Grazie per la comprensione.



http://www.italiaiuta.org/birmania.html

Indirizzo Web per donare ONLINE

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ITALIA AIUTA sta fronteggiando la prima emergenza, ma ha bisogno di ulteriori fondi per poter continuare e ampliare l’intervento di soccorso ad altri settori.

Per sostenere ITALIA AIUTA nelle operazioni di soccorso alla popolazione birmana:

- Direttamente online:

- c/c bancario presso Banca popolare Etica (codice IBAN IT69 J050 1801 6000 0000 0513 200) intestato a ITALIA AIUTA, causale “SOS Birmania”

- c/c postale n. 61106415 intestato a ITALIA AIUTA, causale “SOS Birmania”


Le Ong italiane si mobilitano

“Aiuti subito per evitare epidemie”

ROMA – “Il regime birmano ha accettato gli aiuti perché la situazione è davvero disastrosa: i morti continuano ad aumentare. Bisogna intervenire al più presto e le Ong italiane si stanno mobilitando”. Maurizio Carrara, presidente del comitato per le emergenze Italia Aiuta, lancia un appello e chiede sostegno per la popolazione delle zone devastate dal ciclone Nargis. I suoi contatti in Birmania descrivono una vera tragedia: molti dei sopravvissuti hanno perso tutto e ora sono minacciati dalle epidemie. Sono vittime di un dramma che forse, almeno in parte, si sarebbe potuto evitare perché, dice, “la gente non era stata allertata”.

Che informazioni avete ricevuto dalla Birmania?
Il nostro comitato è composto dalle sei più importanti associazioni d’emergenza italiane. Laggiù però ci sono solamente gli operatori del Cesvi, che sono autorizzati dal governo e che fanno da tramite. Le notizie sono drammatiche: alcune città sono distrutte.

Nel paese è molto difficile spostarsi, sia per le restrizioni imposte dal regime sia per i danni causati dal ciclone. Sono stati in grado di muoversi?
Una persona raggiungerà nelle prossime ore le zone più colpite. Là si sta ancora vivendo una fase di transizione, che speriamo si concluda rapidamente.

Attualmente quali sono le priorità?
La popolazione ha bisogno di cure, acqua potabile e rifugi di emergenza. La situazione igienico-sanitaria era precaria già prima della tempesta: bisogna fare presto per evitare che si diffondano delle epidemie.

Cosa possono fare gli italiani per dare un aiuto alla Birmania?

In casi come questo il materiale necessario per i soccorsi viene acquistato prevalentemente vicino al luogo del disastro. Di conseguenza abbiamo avviato una raccolta di fondi, che sarà fondamentale per dare un aiuto alle vittime.

Come sarà gestito il denaro?
Questo è un punto importante: per noi è fondamentale avere la possibilità di controllare come vengono utilizzati i soldi. Non intediamo assolutamente lasciare gli aiuti in mano al regime birmano, che potrebbe usarli per orientare l’opinione pubblica in vista del referendum costituzionale in arrivo.

A quanto pare, tra l’altro, il governo avrebbe potuto almeno limitare la portata del disastro.
Non c’è stato alcun early warning, la popolazione non è stata avvertita. Si tratta di una società molto meno organizzata della nostra, quindi in certe aree dare l’allarme sarebbe stato impossibile. Almeno in città, ad esempio a Rangoon, si sarebbe però potuto fare molto di più, anche perché non si è trattato di uno tsunami. L’arrivo di un ciclone è prevedibile e il bilancio poteva essere molto diverso.


(6 maggio 2008)

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/birmania-ciclone/italia-aiuta/italia-aiuta.html

Alcune foto tratte dal Sole24Ore
http://www.multimedia.ilsole24ore.com/dettaglio?uuid=c04cce28-1aa3-11dd-8d22-00000e25108c&type=gallery


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