I delitti nelle città diminuiscono, ma i telegiornali passano il messaggio opposto

Andando a dare un’occhiata sul sito del Ministero dell’Interno, ci si imbatte in questo straordinario documento, il quale viene presentato ad Aprile dall’allora Ministro Amato.

Cosa racconta questo documento? Andando a cliccare su ogni comune, si apre un file .pdf che delinea la statistica dei casi di criminalità comune, nel tempo. Ebbene, ci si rende immediatamente conto che i dati sono positivi, nel senso che l’adozione delle misure di sicurezza del passato Governo Prodi hanno funzionato e stanno funzionando.

Cos’è invece che non sta funziondando? Non sta funzionando, da tanto tempo in questo paese, il legame tra Ministeri, Istituzioni e media. Mi spiego meglio: come è possibile che in un paese in cui il Ministero dell’Interno afferma ufficialmente che la criminalità sta diminuendo sia su scala locale, che in generale su scala nazionale, i telegiornali e la carta stampata, ogni singolo giorno, dedichino sempre e costantemente una parte cospicua del loro spazio a fatti di cronaca nera?

Ci ricordiamo i casi di Cogne, della strage di Erba, della ragazza inglese uccisa, ci giunge ora all’attenzione la strage di 5 ragazzi che massacrano a pugni un altro ragazzo a Verona, ci vengono in mente i 200 torinesi che hanno aggredito dei vigili urbani, rei di aver dato ad uno di loro una multa per divieto di sosta.

Qual’è l’assurdo in tutto ciò? Rifletteteci un attimo, dando prima un’occhiata a questi dati che vi forniamo. Al lettore più attento sorgerà subito una domanda spontanea: se i crimini diminuscono nella società, perchè i telegiornali sembra che passino il messaggio ESATTAMENTE opposto?

Cui prodest?

Aggiornamento: anche l’ISTAT conferma quanto qui raccontato e detto. Al fondo di questo post potrete leggere l’articolo che il quotidiano “La Stampa” di Torino presenta nell’edizione del 7 maggio 2008.


Andamento semestrale della criminalità e dell’azione di contrasto dal 2° semestre 2005 al 2° semestre 2007 in Italia e nelle città per le quali sono stati stipulati i Patti per la sicurezza:

Sicurezza

21.04.2008

«Dopo l’adozione lo scorso anno dei patti per la sicurezza i delitti nelle città, come è noto, sono drasticamente diminuiti»

Il commento del ministro dell’Interno Amato sui due episodi di ‘enorme gravità’ avvenuti a Roma e Milano a danno di due giovani donne. I dati della criminalità e dell’azione di contrasto

I due episodi criminali avvenuti a Roma e a Milano, che hanno visto come vittime due giovani donne, sono di enorme gravità. Da ministro dell’Interno, tuttavia, devo sottolineare che in entrambi i casi il pronto intervento delle forze dell’ordine ha assicurato i colpevoli alla giustizia e ha probabilmente salvato la vita di una delle vittime.

Il crimine non sempre può essere prevenuto, ma ora abbiamo strumenti adeguati per reagire. Io stesso ho espulso numerosi cittadini comunitari per ripetuti reati commessi in passato che evidentemente non erano bastati per adeguate pene detentive.

Dopo l’adozione lo scorso anno dei patti per la sicurezza i delitti nelle città, come è noto, sono drasticamente diminuiti. Anche per questo reputo un’inattesa caduta di stile le dichiarazioni del sindaco di Milano che ha giudicato latitante lo Stato rispetto al Patto per la sicurezza di Milano. Il sindaco dovrebbe essere il primo a conoscere quei dati.


» ITALIA

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/sicurezza/0812_2008_04_21_criminalitx_in_italia.html

“Omicidi in calo ma cresce la paura”

L’Istat: dal 2000 ad oggi i delitti passati da 13,1 a 10,3 per milione di abitanti

ROMA
In Italia dal 2000 ad oggi si assiste ad una progressiva riduzione del numero di omicidi, che passano da 13,1 a 10,3 per milione di abitanti. È quanto emerge dalle «100 statistiche per il Paese», il rapporto presentato oggi dall’Istat durante la conferenza stampa presso la sede romana di Via Cesare Balbo. La gran parte degli omicidi, si legge ancora nel rapporto, si registra nelle regioni del Mezzogiorno, in particolare in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e, in modo minore,Basilicata. Anche queste regioni, tuttavia, presentano lo stesso andamento decrescente che si osserva a livello nazionale. Si può dunque supporre che la riduzione degli omicidi sia strettamente legata alla diminuzione degli omicidi di criminalità organizzata registrata nelle regioni del sud e nelle isole.

Su questa tipologia di reato, quello da criminalità organizzata, è netta la spaccatura tra il nord e il sud del Paese. La riduzione è imputabile per lo più ai quozienti decrescenti di Puglia e Calabria, nonostante in questa ultima regione si rilevino ancora valori superiori a tutte le altre: insieme alla Campania (22,1 omicidi per milione di abitante) rimane infatti la regione con i valori dell’indice più elevati (34,4). Ad oggi, dunque, queste due regioni sono anche quelle definibili più a rischio per la presenza di organizzazioni criminali (camorra, ’ndrangheta), che utilizzano ancora frequentemente lo strumento dell’omicidio. In particolare, la «guerra della camorra» che si è consumata a Napoli nel 2004, ha influenzato il dato campano.

Nel contesto europeo, l’Italia è uno dei Paesi

più sicuri per numero di omicidi commessi: si

colloca al di sotto della media europea

(14 omicidi per milione di abitanti), in ottava posizione dopo Austria, Lussemburgo, Svezia, Germania, Malta, Slovenia e Repubblica Ceca. I Paesi con il maggior numero di omicidi sono le ex repubbliche russe del Baltico, Lituania, Estonia e Lettonia, che hanno indici rispettivamente pari a 118,3, 83,9 e 55,2 per milione di abitanti. Nonostante questi dati incoraggianti, la criminalità preoccupa più della metà degli italiani: il 58,7% dei nostri concittadini. Le altre fonti di preoccupazione sono la disoccupazione, indicata dal 70,1% degli italiani e la povertà, che negli ultimi anni ha accresciuto la sua rilevanza come problema nella percezione dei cittadini: dal 17,0% nel 2000 al 29,4%, con un incremento di 12,4 punti percentuali.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200805articoli/32588girata.asp


Eppure gli Italiani non dormono sogni tranquilli a causa della “Criminalità”. Lo rivela l’Eurispes.

http://www.google.it/url?sa=t&ct=res&cd=22&url=http%3A%2F%2Fwww.ospol.it%2Fwli%2Fdocumenti%2Fospol%2Fgiornale_articoli%2F28.CRIMINALITA.doc&ei=G94hSMX4J6fSnQPnxoDJCg&usg=AFQjCNH7U4g717fbn5SulJjKc99-auZPZQ&sig2=_XCre-1YQpf53lA-68SsKQ


Qui un estratto dai Simpsons: è esattamente il sunto di quanto sta succedendo in questa nostra società. Guardatelo non tanto come un cartone, ma come un documentario antropologico-sociale.

http://dailymotion.alice.it/swf/x59qba


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6 Responses to “I delitti nelle città diminuiscono, ma i telegiornali passano il messaggio opposto”

  1. I giornalisti sono quelli che sono (la maggior parte), e danno le informazioni spesso in modo solo da creare grandi casi su cui marciano per giorni, per poi dimenticarsene e passare ad altro. Così è sempre stato. Ultimamente ad esempio gli omicidi saranno stati certamente meno di prima, ma alcuni sono stati di una tale gravità o efferatezza che tv e giornali ci hanno sguazzato felici quasi ogni giorno e con sempre più fervore (si vede fanno audience), dando l’impressione che vivessimo in effetti nel far west.

    Come conferma anche l’Istat i delitti sono mediamente in calo costante negli ultimi anni, il fatto però è che probabilmente non lo sono i piccoli crimini e le ingiustizie che il cittadino si trova ad affrontare e percepisce come pericolo in agguato ogni giorno: dallo zingaro borseggiatore, ai ladri di appartamenti, ai piccoli furti, alle aggressioni, il teppismo, il vandalismo, venditori ambulanti arroganti, i drogati nel giardino sotto casa, gli ultras fuori controllo le domeniche, e al vedere che spesso i delinquenti sono fuori dopo poco essere entrati in questura.

    La sottovalutazione di tutto questo da parte dello stato negli ultimi mesi è abbastanza evidente secondo me, tanto che spesso il cittadino si sente lasciato solo ad affrontare il problema. Anche l’indulto ha avuto la sua parte, sia nel rimettere in libertà personaggi poco rispettabili che nell’allarmare ancora di più il cittadino.

    Ciao.

  2. Guarda, io che son maligna ho iniziato solo da qualche giorno (che è successo ultimamente?) a sentire parlare dai media di “insicurezza percepita”. Che l’indulto sia stato una vaccata (fatta pure malissimo, grazie - soprattutto - al contributo congiunto di FI e - qua areazione non approverà - Rifondazione Comunista con capocomico Mastella) che ha peggiorato la situazione credo sia innegabile. Che però si straparli di ronde di cittadini (cosa che a me fa inorridire sin dal punto di vista concettuale) e di “degrado” che sta diventando sinonimo di spaccio e stupri io lo trovo… boh… diciamo mi lascia interdetta. Nella mia città (Bologna) è partito il “grande esperimento delle ronde contro il degrado”, con focus nella zona universitaria. Orbene, nella “terribile Via Petroni” (il peggio del peggio, a sentire la “vox populi”) sai cosa succede? Ci sono dei punkabbestia (gente che riesce a farmi rispuntar fuori un animo fascistoide perché li vorrei veramente vedere tutti presi a legnate) che girano con i loro cani e che la notte fanno schiamazzi, vomitano e pisciano contro i portoni. Ora, so bene anch’io che non è un bello spettacolo ed anzi è un problema che va risolto, ma io fino dieci anni fa vivevo a fianco della stazione, e lì fino a poco prima che traslocassi c’erano rapine regolarmente al tabaccaio sotto casa (che s’è pure preso un paio di volte una coltellata) ed un omicidio a cadenza poco più che mensile nel parco lì a fianco. Tant’è che il palazzo in cui vivevo l’hanno dovuto blindare. Poi mi sono trasferita dalla “zona spaccio” alla “zona consumatori” (dalle mie parti c’è il SERT e pure un centro di immigrati di fronte a casa), e spesso la sera trovavo gente allucinata seduta per terra col laccio emostatico ancora legato.
    Bene, ad OGGI per la zona dove vivevo si passa tranquillamente alle tre di notte, ed in quella in cui vivo non si vede uno spettacolo del genere da anni. Eppure è rimasto sia il SERT che il centro immigrati. Se questa è la “situazione d’emergenza”, a me va benissimo. A margine, io preferisco una piazza piena di gente “comune” senza ronde ad una piazza vuota con le ronde in giro. Sarò scema…

  3. “(ANSA) - ROMA, 7 MAG - In crescita in Italia i delitti denunciati, mentre calano gli omicidi ed e’ forte la preoccupazione per la criminalita’. Sono i trend segnalati dall’Istat in ‘100 Statistiche per il Paese’. Nel 2005 furono denunciati 44 delitti per 1.000 abitanti (+15,6% sul 2002). Con poco piu’ di 2,5 milioni di denunce, l’Italia e’ quarta in Europa, dietro Germania, Gb e Francia. La criminalita’ e’ un problema prioritario per il 58,7% degli italiani, dopo la disoccupazione (70%). ”

    Questo conferma in effetti quanto scrivevo io sopra. Anche io ho la fortuna di vivere in un quartiere relativamente tranquillo da sempre, ma ad esempio i furti in appartamento sono aumentati in relazione all’aumentare della presenza di campi rom nella zona.

    Molto a riguardo della senzazione del cittadino sulla sua sicurezza penso dipenda da come viene affrontato il problema nella sua zona, e anche da quanto si sente protetto in base all’efficienza delle forze dell’ordine.

    Riguardo alle “ronde” di quartiere, spesso forse basterebbe che noi stessi facessimo più attenzione a cosa ci accade intorno invece di essere magari troppi egoisti o pensare che non siano fatti nostri.

    Ciao.

  4. 3 appunti:

    1) i dati che tu riporti sono in pieno governo Berlusconi, quando il poliziotto di quartiere era un cavallo di battaglia di AN.

    2) l’UNICRI ha presentato un lavoro sulla criminalità Europea comunale. Ho postato or ora
    http://termometropolitico.wordpress.com/2008/05/07/criminalita-e-giustizia-secondo-lunicri-litalia-e-piu-sicura-della-media-europa/

    Cosa si evince? Che l’Italia è più sicura e di molto della media europea. Più sicura di Svezia ed Inghilterra, Irlanda e Danimarca. Ooops, chi lo avrebbe mai detto.
    Da qui si conclude come sempre che vi è un enorme distinguo tra i dati oggettivi e la percezione cittadina, causa mala-informazione

    3) io vivo temporaneamente in un quartiere dove, fino a 20 anni vi erano rapine molto frequentemente. Ora praticamente è più comune farsi cagare in testa da un piccione che non venire derubati. Morale? Se fai un’inchiesta (ed io ne sto preparando una per il partito mio), i cittadini risponderanno che si sentono più insicuri dei tempi che furono.

    La mia domanda è dunque: COME MAI AVVIENE QUESTO? COME MAI LA PERCEZIONE E’ COSÌ FALSATA RISPETTO AI DATI?

  5. Forse ripeto quanto commentato nell’altro articolo…

    Riportavo i dati senza valutare il governo in carica, con tra l’altro molti buoni progetti che però non furono attuati totalmente nelle città per varie ragioni. In ogni caso la piccola criminalità e il vandalismo e simili sono aumentati e il cittadino se ne accorge.

    L’informazione può avere un ruolo come dici specie per quanto riguarda quella locale, ma allora cosa vorresti fare? Impedire ai giornalisti di riportare i delitti e gli avvenimenti di cronaca nera? Inoltre i cittadini si spostano e non vivono solo nel loro tranquillo quartiere: magari vicino alla scuola dei figli trovano bande di teppistelli, o nell’autobus per andare a lavoro vedono salire i soliti rom che non pagano il biglietto, leggono dell’aumento degli scippi in centro, sentono dai parenti e amici a proposito dei drogati o spacciatori in un altro quartiere…

    I dati non riportano tutte questi dettagli riguardanti piccoli crimini, prostitute e protettori, scambi di droga, drogati, bullismo, gruppi di ultras ubriachi la domenica sera e cose del genere, e inoltre i dati riguardano tutta l’Italia, il che vuole dire che magari solo in alcune zone si concentrano i crimini peggiori… ma anche le popolazioni limitrofe ne hanno notizia… a meno che tu non censuri l’informazione.

    Ad esempio dove vivo io è abbastanza tranquillo, ma in certe zone dove a volte capita di passare la sera con prostitute e drogati (e aggiungo le bande di cinesi ubriachi) spero sempre di non trovare semafori rossi per passare via veloce… Io terrei conto di queste cose nell’inchiesta che stai preparando.

    Ciao.

  6. Ehm… Andy… tu dici di vivere in una zona “sicura da sempre”. Io vivevo in una zona che è “sicura da qualche anno”. Rientrare all’ora di pranzo, dopo scuola, vedendo un tizio seduto in una cabina del telefono dopo che s’era appena bucato non era uno spettacolo frequentissimo ma neanche più unico che raro. Ora nada. Se la Lega avesse fatto questa propaganda qualche anno fa avrei anche potuto darle credito, ma adesso francamente mi sembra di vivere in un mondo diverso da quello che mi descrivono.
    A margine, vorrei osservare che quando si vogliono far “sparire” le notizie (le puntate di Porta a Porta il giorno della condanna di Previti e di Dell’Utri, per dire, parlavano del “frivolo”) o aumentare l’allarmismo ci si lancia sulla “cronaca”: durante il governo Berlusconi, ad esempio, l’hanno menata per mesi con i pitbull, disegnati come terribili bestie assassine, durante il governo Prodi invece con gli stupri.
    Dubito che il pericolo sociale preminente al tempo del governo Berlusconi fossero i cani senza museruola, ed al tempo stesso dubito che al tempo del governo Prodi fossero gli stupri.
    Se vuoi, questa è una sintesi (ironica) di un minuto di cosa ha fatto la TV negli ultimi due anni. Datata 2001…

    http://www.youtube.com/watch?v=wNqY0JJTX_A

    A malignare, è andata veramente così.

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