Omicidio a Verona: orecchino sì od orecchino no?
In uno dei miei siti preferiti
http://www.disinformazione.it/neonazisti_verona.htm
leggo questo interessante articolo.
Hanno neificato i neo-fascisti
Tratto da Etleboro http://italia.etleboro.com/?read=8655 - 6 maggio 2008
Qual’è il punto focale di questo articolo? Arriviamo subito al dunque
Confrontate le immagini delle foto originali e quelle opportunamente manipolate
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Foto manipolate da “Il Corriere della Sera” e “Il Messaggero” |
Foto originali pubblicate da “La Stampa” e “La Repubblica” |
Guardate attentamente le immagini che vi mostriamo, considerando il confronto tra le foto originali e quelle opportunamente manipolate. Come potrete notare, “baluardi dell’informazione” - come il Corriere della Sera, storico quotidiano della “politica di destra” - hanno deliberatamente manomesso le immagini, distorcendole in maniera tale da dare al lettore un messaggio ben preciso. Così, il Corriere della sera e il Messaggero hanno volutamente ritoccato le fotografie inserendo un particolare non originale, ossia un orecchino nero, quasi un neo, per suscitare un senso di settarismo mescolato ad aggressività, ancorato a questo piccolo simbolo.
Parto dal presupposto che, a questo punto, non so quale sia la foto corretta.
Devo dire, con molta onestà che anche io, la prima volta che vidi l’immagine con l’orecchino, feci subito un parallelo tra “iconografia” ed “ideologia”. Si è abituati ad associare a certi abbigliamenti, costumi, comportamenti, espressività, una connaturale mistificazione dei fatti. “I capelloni sono tutti comunisti”, “le teste rasate sono tutti fascisti”, “i ben vestiti sono tutti figli di papà”, e via con i luoghi comuni.
Ora, guardando queste immagini, chiunque potrebbe iniziare a dubitare della personificazione tipica del neo-fascista del XXI secolo. Non ho intenzione qui di iniziare una filippica sui movimenti neo-post-pseudo-proto fascisti, perchè è argomento delicato da trattare e richiede un analisi sociologica e politica molto accurata, onde evitare facili qualunquismi.
E’ comunque importante constatare come se da una parte noi stessi non ci stiamo più capendo molto di questi adolescenti, in preda ad una violenza repressa ed incapacità di comunicare con la collettività circostante (youtube & il bullismo, altro argomento interessante su cui ragionare), dall’altra parte abbiamo un’informazione totalmente incapace di essere obbiettiva anche nei momenti delicati di una sciagura umana, in cui un ragazzo è morto per futili ragioni.
Siamo arrivati al punto che bisogna vivisezionare le foto che appaiono sui telegiornali (vedere proteste tibetane sulle olimpiadi cinesi. Qui di mezzo c’è la BBC, non Studio Aperto…), sulla carta stampata, sui giornaletti di quartiere, sui siti internet. E se questo sta succedendo, una buona porzione di CON-causa ce l’abbiamo soprattutto noi utenti, assetati di qualunque sorta di masochismo e sadismo mediatico.
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