Vittorio Sgarbi licenziato da Letizia Moratti.

La Moratti ‘licenzia’ Vittorio Sgarbi

“Non ha avuto rispetto per la Giunta”

Il sindaco di Milano ha revocato le deleghe dell’assessorato alla Cultura al critico d’arte e lo ha escluso dalla Giunta comunale. Il motivo è la “rottura del rapporto di fiducia con il Sindaco e con i colleghi Assessori”

È rottura tra Letizia Moratti e Vittorio Sgarbi. Il sindaco di Milano ha ritirato le deleghe dell’assessorato alla Cultura al critico d’arte e lo ha escluso dalla Giunta comunale. La Moratti ha giustificato il licenziamento di Sgarbi con la sua “mancanza di rispetto per la Giunta comunale, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini”. Da questo nasce la “rottura del rapporto di fiducia con il Sindaco e con i colleghi Assessori”. Le deleghe alla Cultura sono state assunte ad interim dalla stessa Moratti.

Nell’atto di revoca si legge che l’assessore Sgarbi “ha assunto in varie occasioni, anche pubbliche, un atteggiamento non consono ai doveri di pubblico amministratore”. Inoltre “ha tenuto comportamenti contrari alla lealtà nei confronti del Sindaco e della Giunta, incidendo negativamente sull’operato e sull’immagine di tali organi, e creando un clima di tensione interno alla maggioranza politica”.

“Considero irricevibili le ragioni che hanno spinto il sindaco al ritiro delle mie deleghe, oltre che profondamente lesive della mia dignità”, ha commentato Vittorio Sgarbi. Per il critico le “non-ragioni” che hanno portato al suo licenziamento sono legate alle sue recenti esternazioni televisive, durante la puntata di ‘Anno Zero’. “Non si può rimproverare a me – ha detto Sgarbi – quello che Berlusconi, Bossi, Maroni e Castelli avrebbero detto al mio posto. Dopo tutto, ho anche difeso un illustre cittadino milanese come Veronesi che veniva insultato. Mi sarei piuttosto aspettato un ringraziamento”.

“Se il sindaco di Milano non capisce lo spirito del Popolo delle Libertà – ha proseguito l’ex assessore -, allora si pone un problema politico. Per questo, trovo le ragioni della Moratti irricevibili anche sul piano politico, perchè non ho fatto altro che esprimere le opinioni della mia parte politica”.

(08 maggio 2008)

Per Sgarbi ha avuto un ruolo decisivo anche la polemica con i colleghi di Giunta sulla delibera ‘camuffata’ per il patrocinio di una rassegna teatrale omosessuale. A sua discolpa il critico d’arte ha detto: “ho presentato in quel modo la delibera sulla rassegna di teatro gay, proprio per eliminare le polemiche e per evitare che si affermasse l’orgoglio gay. Mi sarei aspettato piuttosto le critiche dell’arcigay invece che quelle del Sindaco e della Giunta”.

Lui replica infuriato: “Vado da

Berlusconi”

Io andrei invece dalla Mamma o da Papà…Assessore alla Cultura…Assessore alla Cultura. Vuoi vedere che Berlusconi lo mette Sotto-Segretario alla Cultura?

Gioiamo nuovamente insieme di questo splendido siparietto dell’ex Assessore alla Cultura del Comune di Milano

Sgarbi cambia parere

“Ehm…vado

prima da Napolitano”


Le Perle di Vittorio Sgarbi, ex Assessore alla Cultura del Comune di Milano

Generalmente tutti quelli che ce l’hanno con me, sono brutti e non piacciono alle donne. (da Blob, 24 ottobre 1990)

[Rivolgendosi ad Alessandro Cecchi Paone] Ateo bastardo! Ateo fasullo! (da Markette, La7, 8 febbraio 2007)

[Rivolgendosi ad Alessandro Cecchi Paone] No… diciamo che Papa Giovanni era un oppressore, che Madre Teresa era un’incapace, che Wojtyla non valeva nulla, che Padre Pio non valeva nulla… vale lui! Che non ha fatto mai un cazzo in vita sua! Capra, ignorante! (da Markette, La7, 8 febbraio 2007)

[Commentando l'immagine dell'esecuzione di Fabrizio Quattrocchi] Questo è il simbolo di un’Italia, rappresenta la somma di una identità e di una cultura cristiana e occidentale che deve essere mostrata a chi usa la tua vita in quel modo. Perché quelli che lo stanno ammazzando non sono dei mussulmani, sono degli idioti e dei criminali da prendere a calci e da picchiare. Ma ha reagito e ha detto:Vi faccio vedere come muore un italiano, un cristiano, un martire cristiano.

Amato stava a Craxi come il bidè sta al water. (citato in Gian Antonio Stella, Sgarbi, un seduttore ritardatario a caccia di «mule» e di voti, Corriere della sera, 3 maggio 2001, p. 13)

Sono dei deficienti. Egoisti. Stronzi. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si trovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. [...] Voglio fare un’Antilega al Sud, incitando i merdionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti teste di casso. (dopo che non fu eletto in Veneto nel 1996; citato in Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, “La Casta”)

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