Si contraddistingue per equilibrio ed analisi originali l’articolo che il settimanale Der Spiegel ha dedicato alla situazione politica italiana dopo la vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni.
Il settimanale tedesco che titola “Quale asso nella manica ha Berlusconi?” non fa mistero dell’atteggiamento dei grandi d’Europa nei confronti di Silvio Berlusconi durante il precedente mandato e lo illustra con un aneddoto: “quando fece il suo primo discorso ai leader europei ad un vertice dell’Unione Europea, il cancelliere tedesco Schroeder si tolse le cuffie dopo poche frasi pensando che l’interprete fosse incapace o ubriaco. Il discorso stimolò anche un sorriso al presidente francese Jacques Chirac“.
Da quel momento, ricorda il settimanale, “il Cavaliere non è mai stato in grado di togliersi di dosso il marchio del leader che non va preso seriamente“.
Ma questa volta le cose stanno andando diversamente.
Angela Merkel ha subito invitato il nuovo Presidente del Consiglio a Berlino per “inviargli un segnale che questa volta sarà preso sul serio“. “Berlusconi non è più solo un disastro che può essere ignorato“ commenta lo Spiegel e lo stesso settimanale analizza seriamente il fenomeno Berlusconi senza lasciarsi andare agli stereotipi che nella settimana seguente l’esito elettorale hanno occupato molte delle pagine dei media stranieri dedicati all’Italia.
“Il fenomeno ha alcune similitudini con il Gaullismo francese o il Peronismo argentino: un leader carismatico che può essere fortemente odiato o fortemente adorato e che possiede l’abilità di interpretare l’umore della gente e comportarsi di conseguenza. A seconda delle situazioni può essere un ribelle o un conservatore, un liberale o un autoritario. E’ un camaleonte con un senso infallibile delle opportunità“.
E presenta un carattere di originalità anche la lettura che lo Spiegel dà della forza chiave della vittoria di Berlusconi: la Lega Nord.
Mentre in molti nell’ultima settimana hanno parlato di slittamento a destra del quadro politico, il settimanale tedesco centra la questione: “il baricentro dell’Italia si è spostato verso Nord“. “Sarebbe un errore considerare la Lega come un semplice gruppo xenofobo di destra. La Lega è più simile alla CSU, il partito conservatore bavarese, che al Fronte Nazionale di estrema destra francese. E’ una forza radicata nel suo territorio ed è ora sufficientemente forte da costringere Berlusconi a federalizzare le istituzioni italiane“.
http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,548749,00.html
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