Neologismi, neolinguismi e vetero-paraculismi

Quanto potrebbe mai interessare al cittadino italiano, colui il quale si guarda Vespa, Mentana, Annunziata, colui il quale legge Libero, il Giornale, la Stampa, un argomento come la Dichiarazione Balfour, come di Herzl, come le risoluzioni ONU non rispettate da Israele, come la Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen, come la Carta dei Diritti dell’Uomo, come l’ampliamento dei territori in Cisgiordania, come la Road Map, come la distinzione tra semitismo e sionismo, come distinzione tra Olocausto, quell’Olocausto, e GLI Olocausti, passati, presenti e probabilmente futuri?

Nulla, esatto. Assolutamente nulla.

E secondo voi, per quale motivo non dovrebbero interessare, pur essendo temi di vitale importanza per la nostra società, europea, occidentale, mondiale? Perchè richiedono tempo da dedicare loro, invece che sollazzarsi con altri passatempi, perchè richiedono uno sforzo di sfondamento delle credenze, certezze coatte, ri-strutturazione del linguaggio comune ed usato.

No, signori miei, richiede troppo sforzo, e pochi, pochissimi ne hanno voglia. E’ molto, ma molto più semplice passare oltre, dimenticarsene, adeguarsi allo stato attuale delle cose, ben assodato, ben radicato nella mente di molti di noi.

Sarebbe forse più conveniente starsene seduti sulla propria comoda poltrona in finta pelle a sentire Allam parlare di “Un forum di libero e civile confronto sui temi più dibattuti nell’Italia che guarda al mondo plurale e globalizzato: immigrazione, islam, dialogo tra le civiltà, identità nazionale, diritti dell’uomo“, leggere sulla Stampa di oggi prima “Ed ora il momento della Paura” e subito dopo, quasi sconfortati perchè nulla è capitato, “Corteo concluso senza incidenti”.

Sarebbe altrettanto comodo comprare un biglietto per la Fiera del Libro, passare di fronte al Monumento dedicato ai 60 anni dalla creazione dello Stato di Israele, imponente monolite piazzato con una certa prepotenza mediatica e culturale in un luogo di ritrovo dedicato a parlare di cultura, non di Neolingue.

“Mettere la politica nei libri è come sparare un colpo in un concerto”, qualcuno ha proferito in questi giorni.

Mistificazione delle parole, dissimulazione dei contenuti e dei significati storici. Neologismi surrettizi.

Abbiamo imparato a credere che il colore del cielo sia azzurro perchè la nostra vista (senso molto pericoloso, poichè deforma ma allo stesso tempo rassicura) lo percepisce tale, abbiamo imparato a credere che l’acqua sia blu, che “genocidio” possa diventare “occupazione legittima”, che “crimine” possa diventare “embargo commerciale al fine di garantire la sicurezza nazionale”, la MIA sicurezza, non altrui. Abbiamo anche deciso di credere “che non c’e’ posto tra i riformisti, nell’identita’ del Pd, per alcuna forma di ostilita’ e di pregiudizio verso Israele, verso un Paese democratico, civile, ricco di cultura, con una societa’ aperta, plurale e dinamica”. Non importa se quello stato, pur non avendo una Costituzione, nella sua Dichiarazione d’Indipendenza affermi che lo stato sia ufficialmente ebraico, non laico. Non importa perciò se Israele sia a tutti gli effetti uno stato teocratico e dichiaratamente razzista.

http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/History/Dec_of_Indep.html

Abbiamo acconsentito che nulla possa essere paragonato ad un certo massacro, perchè così è stato voluto: niente può essere paragonabile ad esso, nulla, niente, lasciate perdere, non ci pensate.

Una nuova religione atea è stata creata, con un’efficiente liturgia e linguaggio, testi sacri annessi e connessi. Vetero-paraculismo.

Cosa potrà mai fregarcene di tutto ciò? Nulla. Non ci stressate con le vostre elucubrazioni, con le vostre ciance, non abbiamo tempo da perdere, bisogna tornare in fretta a casa per guardare Otto e Mezzo, per sentire la Nirenstein, per ascoltare un ex-comunista dichiarare che i carrarmati di 50 anni fa’ andavano bene, poi non andavano più bene, ma in compenso vanno bene altri carrarmati.

Che ci sia o non ci sia un Nuovo Ordine Mondiale poco importa, tanto ai cittadini italiani non interesserebbe troppo saperlo, troppo impegnati a non fare niente.


Giulietto Chiesa propone questo progetto

di Televisione Democratica.

Dategli un’occhiata.


3 Risposte

  1. Il progetto di Chiesa è assolutamente interessante. Per maggiori informazioni, date un’occhiata alla sezione

    http://www.megachip.info/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=43

  2. Sembrano quasi ossessionati dall’idea di entrare nelle scuole…

  3. Interessante l’iniziativa di Chiesa, condivido in buona sostanza quel che è stato detto in questo articolo. Israele ha molto da farsi perdonare ed una contestazione civile è cosa sacrosanta.

    Come secondo me è auspicabile un vero e definitivo trattato di pace tra Israele e ANP per porre fine ad un contenzioso storico (e soprattutto pieno di odio reciproco).

    Conosciamo le colpe di Israele, come conosciamo le colpe del mondo arabo. Sarebbe bello poter voltare pagina, sarebbe altrettanto interessante un dibattito vero alla Fiera del Libro su “luci ed ombre dello stato Israeliano”. Ci sono molti scrittori israeliani che condannano l’operato del loro governo. Dare loro spazio sarebbe segno di maturità e libertà.

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