Trova la differenza

Si è fatta gran caciara in questi giorni sull’affaire Travaglio-Schifani, riassumendo le critiche mosse dagli amici del PDL (e pure dal PD…) il peccato andrebbe ripartito secondo tre capi d’accusa:

a) L’ aver diffamato/insultato un’istituzione dello stato;

b) Averlo fatto senza contradditorio;

c) Averlo fatto in una trasmissione del servizio pubblico, quindi coi soldi nostri.

La pena suggerita, manco a dirlo, è l’epurazione del simpatico giornalista brizzolato.

Approfitto dell’argomento caldo per chiedere agli amici antiTravaglisti quale pena dovremmo invece applicare in questo caso che presenta talune affinità:

16 Responses to “Trova la differenza”

  1. Ahahahah

    la tessera 1816 della Loggia Massonica P2.

    Grande, quel documento dovrebbero presentarlo ogni volta che Berlusconi va in televisione. Appena inizia a blaterare, ci si dovrebbe alzare in piedi dicendo “Lei è un P2ista, non ha diritto di parola”.

    Ed il discorso si concluderebbe lì.

  2. p,s,: ti ho editato i tag per renderli simili agli altri già esistenti

  3. Ah… il contraddittorio…

  4. E che è il contradditorio? Schifani contro Vespa? Schifani controFassino? Forse sarà Schifani contro Giuliano Ferrara?

  5. A dirla tutta Berlusconi si contraddice benissimo da solo…

  6. Cosa si vince? :-D Non dovrei rispondere perchè noto che la vostra è una domanda retorica a cui avete già dato risposta, come dopotutto fate in ogni articolo che pubblicate qui… e non ci vedo niente di male però potreste almeno non fare finta di porvi quesiti :-P

    Ad ogni modo la differenza secondo me è tra un programma di propaganda politica nel quale un politico fa appunto propaganda in campagna elettorale (con il contradditorio del presentatore e dei giornalisti presenti) e un programma di intrattenimento generale in cui un giornalista (da solo con un presentatore che non era contradditorio) presentava semplicemente un suo libro?

    Anche Di Pietro mi risulta abbia querelato Berlusconi comunque.

    Nessuno epuri Travaglio comunque; altrimenti protesto pure io.

    Però secondo me Di Pietro continua a mostrarci fotocopie :-P

    Ciao.

  7. Rispondi allora te a quei quesiti che risultano così infingardi e subdoli.

  8. Qualcuno ha contraddetto Berlusconi in studio dicendogli “ma che cacchio stai dicendo”?

  9. Il contraddittorio in un programma di propaganda politica dovrebbe servire a controbattere o a chiedere di argomentare, non certo a zittire le opinioni. Nel caso di Berlusconi Vespa inizialmente ha detto “questo non lo può dire” (versione soft di “ma che cacchio stai dicendo” se ti pare), Berlusconi ha argomentato (pure troppo), alla fine Vespa ha informato Berlusconi che erano sue responsabilità (le cose dette) e che probabilmente sarebbe stato querelato, i giornalisti presenti invece sono stati zitti (magari condividevano? :-D ).

    Considerando che si trattava appunto di un programma di propaganda elettorale e che il contradditorio c’era e aveva potere di agire, non farei paragoni tra quella trasmissione e quella con Fazio.

    Personalmente comunque ritengo fuori luogo sia l’intervento di Travaglio che quello di Berlusconi.

    Ai quesiti subdoli di Berlusconi non ho risposta, ma qualche controllino sulla laurea di Di Pietro lo farei :-P

    Ciao.

  10. Fazio s’è dissociato. E mentre Berlusconi ha calunniato, Travaglio, per quanto si possa eccepire sulle “muffe” e sullo “stile”, ha detto cose vere.
    Non è proprio la “stessa cosa”.

    P.S.: ma ti par normale che venga ritenuto anche solo vagamente credibile che il magistrato di punta del gruppo che ha spedito a casa mezza classe politica (corrotta) non abbia uno straccio di laurea? Per tacer del fatto che qualcuno abbia la faccia di bronzo di andarlo a dire in diretta TV.

  11. Mi ricordo di un bellissimo film francese in cui un padre di famiglia si spacciò per medico (mi sembra chirurgico) per anni, e quando venne scoperto, diede fuoco alla casa, con dentro la propria famiglia. La cosa tragicomica è che mi sembra sia tratto da un caso realmente accaduto.

    Non mi ricordo purtroppo il titolo di quel film.

  12. Berlusconi ha certamente calunniato ma almeno ha spiegato la sua calunnia, Travaglio si è limitato a inviare il messaggio “Schifani amico di mafiosi”, punto… Sarà pure cosa vera, ma allora la spieghi, perché così come l’ha detta uno si chiede: ma perchè Schifani non è in galera? Mica scemo Travaglio eh :-P Fazio se voleva agire da contradditorio aveva secondo me il dovere di chiedere spiegazioni e argomenazioni a Travaglio su tali affermazioni.

    Su Di Pietro non so… Mi astengo da giudizi impropri :-D

    Ciao.

  13. Cioè, meglio una calunnia alimentata da balle (sennò non sarebbe una calunnia) che un’affermazione vera? Schifani ha intrattenuto, usando una perifrasi di una nota sentenza riferita a qualcuno che sta qualche migliaio di spanne più in alto dell’attuale Presidente del Senato sotto praticamente qualunque punto di vista, “rapporti amichevoli” (ti pare plausibile fondare una società con gente che non si conosce o, peggio, si detesta?) con “esponenti mafiosi”, che sono poi stati anche elementi organici del partito cui Schifani fa parte. Magari potrebbe anche (innanzitutto nel SUO interesse) raccontarci come sono andate le cose, giusto per allontanare qualunque dubbio a proposito dei suoi rapporti con i suoi “join venturers”. La cosa più interessante di tutta questa storia è che nessuno s’è sognato di smentire quanto detto da Travaglio.
    Fazio “doveva”. Avrebbe potuto farlo (e sappiamo benissimo che Travaglio non avrebbe esitato a rispondere, anche perché il resto fa parte sempre del suo libro), ma, ho come l’impressione che sarebbe anche potuto emergere di peggio a proposito di Schifani. E Fazio non ha la minima intenzione di far la fine di Luttazzi.
    Il GIORNALISTA Bruno Vespa, in una trasmissione POLITICA (cosa che “Che tempo che fa” NON è, come Fazio NON è un giornalista e non pretende di esserlo), invece che un “mi dissocio” ha mugugnato un “questo non può dirlo” (e Berlusconi se ne è strafregato ed ha continuato imperterrito). A me, con tutto il rispetto, il tuo discorso puzza un pelino di doppiopesismo.

    P.S.: c’è un sacco di gente di cui ha parlato Travaglio di cui ci si può più che legittimamente chiedere “perché non è in galera”? In un paese “normale” sarebbe atto dovuto che i personaggi coinvolti ne rendessero conto. Quantomeno per dimostrare la loro innocenza dinnanzi all’opinione pubblica.

  14. Non è che il mio discorso solo “puzza” di doppiopesismo: ma è doppipesismo, perchè come ho scritto sopra (e non lo riscrivo) secondo me si tratta di due eventi non paragonabili, e poi dopotutto il titolo di questo articolo non è “Trova la differenza”? :-)

    Per fortuna certo che siamo ancora in un “paese normale” dove la Costituzione garantisce la presunzione di innocenza ad ogni cittadino; chi deve rendere conto è dunque l’accusatore e non certo l’accusato. Perciò se accusa (o se calunnia lo diranno i giudici) deve essere, almeno che sia argomentata (tu Maestrina lo fai qui a modo tuo ma non eri tu in tv da Fazio); ne Travaglio ne Fazio dunque si curano di approfondire, e sembra che l’unico messaggio da fare passare al telespettatore fosse “Schifani accertato mafioso la corte ha sentenziato”.

    Non sono l’unico a pensarlo a quanto pare, tanto che Fazio si è dovuto pure scusare con i telespettatori il giorno dopo per tale modo di usare il mezzo televisivo.

    Ciao.

  15. Fazio si è scusato per non perdere il psoto, altrochè.
    Cmq Andy sei un malpensante, sai?
    Essere amico dei mafiosi non significa essere mafiosi, l’ha detto pure Cuffaro, fonte più autorevole di lui non c’è in questo campo :D
    Cmq Lillo scrisse un articolo sull’espresso 6 anni fa raccontando anche degli affari tra La Loggia, Mandalà e Schifani nel ‘95, Schifani lo querelò ma perse la causa, chissà come mai…

  16. Qua si fa un po’ di “confusione” tra “presunzione di innocenza” e “diritto di conoscenza da parte dell’elettore” nel caso qualcuno si candidi a qualche carica istituzionale. Fare il politico non rientra tra le possibili prescrizioni mediche per nessuna malattia: se c’è qualcosa di potenzialmente (sì, potenzialmente) “poco chiaro”, è diritto dell’elettore saperlo. E sarebbe dovere del candidato spiegarsi. Non confondiamo il (sacrosanto) diritto (giuridico) alla presunzione di innocenza del cittadino con il dovere (morale) alla trasparenza di un candidato, sono due cose completamente diverse. Se uno ci tiene così tanto alla propria privacy, da “sentirsi offeso” se un giornalista rompiscatole gli chiede conto delle sue “dubbie” frequentazioni, non fa il politico. A me, per dire, vedere un arto fratturato fa stare fisicamente male, ma non pretendo di darmi all’ortopedia. Eppure sarebbe mio diritto costituzionale di cittadina iscrivermi a medicina, e, nel caso mi laureassi, esercitare la professione.

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