La TV di Al Gore: un’analisi
di Oliviero Bergamini
Al Gore vuole cambiare il mondo. Con la campagna d’opinione contro i cambiamenti climatici che gli è valsa il premio Nobel 2007. E con i suoi sforzi per “democratizzare” l’informazione, ormai – sostiene l’ex vicepresidente di Bill Clinton – sempre più sottoposta al controllo opprimente dei grandi centri di potere politico e mediatico. E’ questo l’obiettivo di “Current TV”, il canale televisivo che ha fondato 5 anni fa, e che da ieri è stato lanciato anche in Italia. “Una rivoluzione”, ha detto Al Gore nel giro di presentazioni tenuto tra Roma e Milano, perché Current TV si basa sui contributi forniti dagli stessi spettatori. Quelli tra loro che lo vogliono possono realizzare servizi video giornalistici e proporli al canale attraverso il suo sito Internet.Sempre attraverso il sito, gli stessi utenti votano i video servizi più interessanti e decidono quindi i contenuti dell’offerta informativa “Current”. Che anche in Italia sarà un canale “totamente libero e indipendente”, giura Gore, e porterà in televisione la ricchezza e libertà di espressione del web, realizzando una fusione “virtuosa” tra i due media. Un’informazione “dal basso”, interattiva, impermeabile a condizionamenti perché “socially controlled”, fatta dalla gente e per la gente, e soprattutto dai giovani e per i giovani.
L’Articolo di Bergamini va poi a fondo di alcune tematiche trattate dalla TV di Gore, ed in particolare analizza alcuni dubbi che potrebbero sorgere da questo canale. Li elenco qui
- Current TV verrà proposta in Italia tramite le frequenze e piattaforme Sky (vero monopolio mediatico nel settore della televisione satellitare) del luminare della democrazia televisiva, Rupert Murdoch, padrone, tra le miliardi di cose, di Fox News, di Bill O’Reilly, al cui confronto Emilio Fede sembra Indro Montanelli
- Etica in mano agli utenti (il 30% dei servizi è proposto dall’utenza)
- Veridicità dei servizi stessi, causa punto 2)
In realtà il punto 2) e 3) sono quelli che meno mi preoccupano, poichè se la redazione di Current TV permette all’utenza di immettere nel palinsesto qualunque fregnaccia, o sono degli idioti, oppure lo fanno apposta, la qual cosa è pure peggiore.
Ma a parte ciò, a me non convince Al Gore, o più correttamente Albert Arnold “Al” Gore, Jr.
Interessante notare, fonte Wiki Inglese, come la Tesi di Gore sia questa
Gore’s senior thesis at Harvard explored the impact of television on the conduct of the presidency. This thesis essentially stated that television had an inherent bias towards individuals over institutions which would bring more attention to the president than the other branches of governments. The thesis furthermore argued that the ability to communicate well visually was becoming crucial to governing.
I Gore, negli Stati Uniti, non sono propriamente dei pezzenti. Diciamo che sono tanto importanti come i Bush, ma danno meno nell’occhio.
Sulla rete girano tanti documenti, più o meno interessanti, sulla vita di Al Gore: si tenta di stabilire rapporti tra lui, massoni, lobby finanziarie, lobby politiche, addirittura si tenta di associare il suo documentario a progetti di controllo demografico.
Io non mi voglio pronunciare, perchè di spazzatura camuffata da tartufi e viceversa la rete ne è piena.
La mia critica a Gore verte essenzialmente su tre fattori
- Gore fu vice Presidente degli Stati Uniti, il paese che inquina di più al mondo. Ai suoi tempi, Clinton non fu questo grande promotore di istanze ecologiste.
- Gore è ricco, estremamente ricco. Chi cacchio glielo fa fare a diventare il paladino della Giustizia Naturale? Suvvia, non venite a raccontarmi la favola della conversione al Buonismo, alle Sorti per gli esseri umani, stile Tony Blair e la sua conversione al Cattolicesimo. Se si va sulla Wiki inglese, si scopre che Al non è un pirlotto qualsiasi. Egli è “currently chairman of the Emmy Award – winningCurrent TV, chairman of Generation Investment Management, a director on the board of Apple Inc., an unofficial advisor to Google’s senior management, chairman of the Alliance for Climate Protection,[4] and a partner in the venture capital firm, Kleiner Perkins Caufield & Byers, heading that firm’s climate change solutions group.[5] American television channel [6]“.
- Gore era vice presidente degli Stati Uniti quando gli Stati Uniti massacrarono con le loro belle e simpatiche bombe i paesi della Ex-Jugoslavia. Quindi, dare a lui il nobel per la pace sarebbe come darlo a Henry Kissinger perchè ha appoggiato il golpe di Pinochet ai danni di Allende, instaurando indirettamente egli stesso un regime totalitario e genocida…Ah, dalla regia mi dicono che anche a Kissinger abbiano dato lo stesso Nobel per la Pace, mentre a Gandhi no. Mmm, mmm, mmm, qualcosa non mi torna.
Morale: perchè mi dovete prendere per il culo in questo modo, invece che dirmi chiaramente “Frega nulla del clima, ma tira, fa figo, sta bene con il rosso e non stona mai con il sano populismo tipico delle famiglie potenti americane?” Al Gore mi ricorda, con le dovute proporzioni Walter Veltroni: mi da talmente fastidio questa sua chirurgia estetica sul lato mediatico, che tanto vale tenersi Berlusconi (nel caso di Gore, Bush), ed almeno so di che morte devo morire. Normalmente, io preferisco essere pugnalato al cuore, non alla schiena.
Perciò a’ Gore…ma tornatene a casa va.
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Beh… per quanto sia Bill Clinton il Protocollo di Kyoto l’aveva firmato. Poi ha vinto le elezioni Bush jr.
Iniziamo infatti a snocciolare qualche dato, altrimenti rimane tutta fuffa.
Emissione CO2 per capita, nel 2002. Toh guarda te che combinazione, al secondo posto mica c’è un paese del terzo mondo, come dive Al Gore, ma c’è l’Arabia Saudita, ed al terzo il Canada. La Cina manco si riesce ad intravedere.
http://i159.photobucket.com/albums/t143/8isis8/co2percapita.jpg
Emissioni totali di CO2 degli stati uniti, dal XIX secolo in poi
http://cdiac.esd.ornl.gov/trends/emis/graphics/top_20/usa_total.JPG
Emissioni per capita nel 2004
http://www.med.govt.nz/upload/41944/intlCO2.JPG
in testa c’è il civile Lussemburgo. Non mi sembra che Gore se la sia presa tanto con il Lussemburgo. Neanche a dir la verità tanto con l’Australia. Anzi, mi ricordo che quando venne giù a fare due chiacchere per promuovere il suo spot pubblicitario, parlò in toni trionfalistici del paese dei canguri
Contributo al surriscaldamento globale (in base a cosa ancora non capisco)
http://web.ncf.ca/jim/ref/inconvenientTruth/full/01_07_57.jpg
Nello stesso sito si fa la celebrazione del documentario di Gore.
Qui
http://earthtrends.wri.org/images/chart_chinachart2_small.gif
a parte proiettare la Cina in alto senza dimostrare come e perchè (ma vabbè, sarà un sito tibetano a fare le proiezioni) si nota come le emissioni americane sotto la Presidenza Gore-Clinton furono esattamente in linea con il trend lineare. Quindi, ‘ndo cazzo stava Gore quando il suo paese inquinava?
Visto che l’Arabia è tra i maggiori inquinatori per capita, sarebbe interessante andar a spulciare qualche dato su quanto fosse il commercio con i paesi arabi, non sotto l’amministrazione Bush -sarebbe come sparare sulla croce rossa- ma sotto l’amministrazione Clinton.
Vuoi vedere che Gore mai si lamentò di tutto questo liquido puzzolente che entrava in casa e che appestava le foreste di mangrovie e le ranocchiette delle pozze amazzoniche?
Complimenti vivissimi per il post. Avevo alcune riserve su Al Gore e ora me le hai chiarite tutte. Rimane il fatto, a mio avviso, che sta sensibilizzando l’opinione americana e mondiale sul tema climatico. Insomma, se Gore non ci fosse forse questo post – come milioni di altri articoli nel mondo – non sarebbe stato scritto, e tutti saremmo un po’ meno “verdi”.
Ci mancherebbe altro che io sia contrario ad una sana, onesta e produttiva politica ecologica.
Vorrei che però non capitassero due eventi
1) che da ecologica si passasse ad ecologista (differenza tra liberale e liberista, per intenderci sulla desinenza)
2) che qualcuno dotato di grosso, grosso potere mediatico, se ne approfitti per prendere per il culo anche chi invece una limpida cultura ecologica ce l’ha da tempi immemori.
Effettivamente la presenza di Gore sul grande schermo ha dato una bella spinta al dibattito globale sulle emissioni CO2. In teoria, tutto ciò è un bene, perchè anche se l’obbiettivo di fondo di Gore e la cricca che lo finanzia (perchè certamente qualcuno lo finanzia e tanto, non penserete vero che abbia speso 1000 euro per questo documentario) fosse truffaldino, il risultato sul pubblico sarebbe comunque positivo.
Ma poichè quei signori non sono dei fessi, avranno messo in conto anche questa “positiva deriva”, e l’avranno inserita nell’equazione che vogliono tentare di massimizzare.
Scusa per la mia malizia di fondo, ma dopo l’affaire Kissinger, un Nobel dato ad un uomo dell’establishment americano (soprattutto poi QUEI due uomini) è per me fonte di ENORMI dubbi politici, etici e pure giudiziari.
mi stupisce, come del resto mi ha stupito grillo, che al meno peggio si preferisca sempre il peggio tout court. è evidente che dalle tue affermazioni non hai assistito alla presentazione di current tv ove sono state posti i tuoi stessi dubbi da blogger come te e me (a tal proposito ho caricato 2 video su youtube e provvederò al più presto a caricare anche le domande). in ogni caso il tuo protezionismo mi fa pensare che a te l’informazione vada bene com’è: gore a casa = teniamoci il nostro monopolio mediatico, lasciamo cacciare travaglio e chiudere anno zero in maniera bipartisan (finocchiaro come la destra). Prima di fare le pulci agli altri facciamocele in casa nostra. dopodiché potremo ergerci a critici dell’informazione estera.
questo è quello che penso.
Ma stai parlando con me o con un’altra persona?
Hai visto nella sezione link di questo blog che tipo di televisioni noi sponsorizziamo?
Arcoiris e Megachip, televisioni quelle sì fatte dal “basso” e non da un tycoon da sbarco come Gore. Non guardo la TV italiana se non per qualche programma di reportage. Seguo quotidianamente BBC e leggo the economist & Herald Tribune pur essendo un comunista.
Sono storicamente un anti-grillino di ferro, non sopporto la demagogia e non sopporto neanche chi mi prende per i fondelli.
Degli attivisti civili dell’ultima ora ne ho piene le scatole. Spuntano sempre quando meno te lo aspetti, e quando ne hai bisogno non ci sono mai.
Mi sa hai preso un grosso, grossissimo abbaglio, almeno con me.
Come avrai letto, io i miei dubbi su Gore li ho e NON si riferiscono in modo particolare a quelli esposti da Bergamini. Che poi sono quelli che tu mi contesti in questo tuo commento.
Se tu riesci a dimostrarmi che i miei dubbi sono infondati, ne possiamo parlare.
Dirmi semplicemente che a te non va bene, mi lascia piuttosto indifferente.
Resto dunque in attesa di una tua chiarificazione più dettagliata.