A Gianfranco Fini serve ripassare (e velocemente) la deontologia Istituzionale
“Onorevole Di Pietro lei sa che e’ abbastanza naturale che ci siano interruzioni”. Anche se, aggiunge, ”dipende da quello che si dice”.
Immediata la replica: ”Ha ragione signor presidente, dipende da quello che si dice perché non bisogna disturbare il manovratore…”.
L’interessato, in Transatlantico, cerca di chiudere la questione. E si trincera dietro un no comment. E ai cronisti che gli chiedono una opinione sulle affermazioni di Casini replica: “Lei da quanto tempo sta qua? Perchè fa domande fuori luogo…le pare che io esco fuori per commentare?”.
(14 maggio 2008)
“Gli scontri anti-israeliani di Torino e gli attacchi di naziskin a Verona non sono paragonabili. Quel gruppo che si definisce neonazista va punito, ma quello che accade a Torino è più grave. La sinistra radicale dà vita ad una violenza che giustifica con una politica anti-sionista. Non si può nascondere l’astio per gli ebrei dietro l’antisionismo. Quello della sinistra radicale è un movimento politico diffuso, che dà vita a pregiudizi di tipo politico-religioso”. Lo ha detto ieri Gianfranco Fini, presidente della Camera, rispondendo nel corso della registrazione di “Porta a porta”, ad una domanda sulle differenze tra il pestaggio di Verona e gli scontri per il Salone del libro a Torino, dedicato allo Stato di Israele.
06 maggio 2008
http://politica.excite.it/news/8934/FiniBandiere-israeliane-bruciate-peggio-di-attacco-naziskin
In pochi giorni, Gianfranco Fini, neo Presidente della Camera dei Deputati della XVI Legislatura, si è già fatto due enormi tampe, ma proprio colossali.
La prima, in ordine di tempo, sul caso delle bandiere israeliane bruciate, ritenuto fatto più grave dell’omicidio di un ragazzo, picchiato a morte da un gruppo di ragazzotti di Verona (legati ai movimenti neo fascisti). La seconda, l’assoluta caduta di stile e professionalità, che un Presidente della Camera, tra le 5 cariche più importanti nella Repubblica Italiana, dovrebbe sempre mantenere nei dibattimenti parlamentari. Tacciando un parlamentare dell’opposizione di dire cose sbagliate e quindi giustamente (secondo Fini) fischiato dalla maggioranza.
Dopo il caso Schifani, che si sta ancora evolvendo in questi giorni, i Presidenti delle due Camere sono gli artefici dei primi dissapori e malumori istituzionali. Sebbene Berlusconi abbia allungato la mano a Veltroni, sebbene si sia complimentato con Fassino per la sua apertura al dialogo, sebbene Montezemolo abbia apertamente apprezzato il discorso di insediamento del Presidente del Consiglio, gli organi che dovrebbero tutelare la neutralità di vedute (rinfacciata a Napolitano nel giorno in cui venne eletto Presidente della Repubblica, e smentita dai fatti nel corso dei mesi ed anni) risultano essere, paradossalmente, gli anelli deboli del nuovo Governo Berlusconi.
E siamo solo all’inizio.
Consiglio perciò al buon Gianfranco Fini di ripassare la Costituzione e Diritto Costituzionale, nell’eventualità che non l’avesse mai fatto sinora, e studiare con attenzione a quali doveri il Presidente della Camera è tenuto attenersi scrupolosamente, senza il minimo tentennamento. Onde evitare di ritornare indietro di 80 anni, ai tempi in cui Matteotti e Gramsci venivano minacciati dall’allora Presidente di turno.
Per agevolare l’ingrato compito di Fini, riporto qui il link alla Costituzione Italiana (sito della Presidenza della Repubblica)
http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm
qui il link (dal sito ufficiale della Camera dei Deputati) al Regolamento a cui deve sottostare il Presidente della Camera.
Le funzioni del Presidente della Camera
http://presidente16.camera.it/servizio/53/funzioni.asp
Il Presidente della Camera è eletto dall’Assemblea nella prima riunione della legislatura. Per l’elezione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti nella prima votazione, la maggioranza dei due terzi dei voti nella seconda e la maggioranza assoluta dei voti dopo il terzo scrutinio (art. 4 reg.).
Il Presidente rappresenta la Camera e ne assicura il buon funzionamento (art. 8 reg.).
Art. 8
- Il Presidente rappresenta la Camera. Assicura il buon andamento dei suoi lavori, facendo osservare il Regolamento, e dell’amministrazione interna. Sovrintende a tal fine alle funzioni attribuite ai Questori e ai Segretari.
- In applicazione delle norme del Regolamento, il Presidente dà la parola, dirige e modera la discussione, mantiene l’ordine, pone le questioni, stabilisce l’ordine delle votazioni, chiarisce il significato del voto e ne annunzia il risultato.
In base al regolamento, il Presidente:
sovrintende all’applicazione del regolamento presso tutti gli organi della Camera e decide sulle questioni relative alla sua interpretazione acquisendo, ove lo ritenga opportuno, il parere della Giunta per il regolamento, che presiede; emana circolari e disposizioni interpretative del regolamento; decide, sulla base dei criteri stabiliti dal regolamento, sulla ammissibilità dei progetti di legge, degli emendamenti e ordini del giorno, degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo;
cura l’organizzazione dei lavori della Camera convocando la Conferenza dei presidenti di gruppo e predisponendo, in caso di mancato raggiungimento della maggioranza prescritta dal regolamento, il programma e il calendario (art. 23 e 24 reg.);
presiede l’Assemblea e gli organi preposti alle funzioni di organizzazione dei lavori e di direzione generale della Camera (Ufficio di presidenza, Conferenza dei presidenti di gruppo, Giunta per il regolamento); nomina i componenti degli organi interni di garanzia istituzionale (Giunta per il regolamento, Giunta delle elezioni, Giunta per le autorizzazioni richieste ai sensi dell’art. 68 Cost.);
assicura il buon andamento dell’amministrazione interna della Camera, diretta dal Segretario generale, che ne risponde nei suoi riguardi (art. 67 reg.).
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