Se qualcuno di voi ha avuto il piacere di leggere ed ascoltare i tg di questi giorni, sarà certamente a conoscenza di cosa stia succedendo a Roma. Prima la scazzottata tra FN e studenti della Sapienza, a ridosso di una richiesta di FN di indire una conferenza sulle Foibe. Dopo (o prima, non ricordo l’ordine temporale esattamente), un gruppo di persone sfascia le vetrine di un negozio nel quartiere Pigneto, gestito da extracomunitari. Si pensava inizialmente ad una questione politica (in relazione alle dichiarazioni rilasciate da una giornalista di Repubblica, la quale vide una svastica sugli indumenti degli aggressori) poi, dopo che il presunto artefice principale dell’aggressione ha rilasciato un’intervista in esclusiva sempre a Repubblica, le carte si stanno mescolando vorticosamente.
Il primo evento è nettamente separato dal secondo e quindi, dal mio punto di vista, sebbene qualche punto in comune esista, devono essere trattati in separata sede, senza accavallare gli eventi.
Alla Sapienza è avvenuta niente di più e niente di meno di un’enorme campagna pubblicitaria per Forza Nuova, un movimento politico dichiaratamente neo-fascista, il quale, grazie all’accortezza dei quadri dirigenti, riesce sempre a muoversi entro il sottile limite che separa Costituzione ed anti-Costituzione. Non c’è che dire, sono bravi nel farlo. Non avendo altri canali per farsi propaganda, usano in modo molto ponderato questo tipo di eventi sensazionalistici, sperando e confidando nel buon cuore dei fessi che stanno dall’altra parte della barricata. Questi, che al secolo prendono il nome di centri sociali, autonomi, extra-parlamentari, no global, a seconda delle circostanze, ci cascano sempre come dei polli. Invece di combattere FN su un piano su cui i neo-fascisti non avrebbero alcuna possibilità di vittoria, la storia ed i fatti (per esempio, ogni volta che Fiore & Co. organizza la conferenza A, quelli dovrebbero organizzare la conferenza 10xA, e così facendo li annichilirebbero senza dover alzare neanche un’unghia), decidono più o meno consapevolmente di scendere al loro piano d’azione e prassi, se così la possiamo chiamare. Lo scontro fisico. Risultato? Nessuno di apprezzabile, con l’appunto che l’opinione pubblica inizia ad aver difficoltà nel distinguere tra un facinoroso di destra fascista e di sinistra estrema. E se la politica ha come scopo anche quello di mutare a proprio vantaggio il pensiero comune, allora che senso avrebbe agire esattamente nel modo opposto? Chi fa a pugni per una Conferenza/Provocazione di tal genere (mi sarebbe piaciuto leggere il testo degli interventi che si sarebbero dovuti svolgere…sono certo che sarebbe bastati leggerli per screditare FN agli occhi delle persone con un livello di educazione superiore alla prima elementare) non solo non ha capito niente dei giochi di forza di questa società, ma non ha capito neanche niente di come si debba fare politica in modo efficiente. Ma sulla questione “antifascismo e movimenti” ci tornerò sopra con più attenzione la prossima volta.
Il secondo evento è piuttosto delicato: abbiamo tutti gli ingredienti che rendono realistica una vicenda realistica. Gioco di parole, ma non è così. Dunque, abbiamo
- presunta aggressione fascista nella capitale simbolo della Liberazione
- immigrati stranieri provenienti da regioni del Mondo non propriamente amate da taluni
- scazzottata
- falsificazione giornalistica
- sensazionalismo mediatico
- confessione dell’aggressore, con tanto di tatuaggio del Che
- opinione pubblica confusa, ma focalizzata su un solo punto: dove vivono gli stranieri (quelli poveri ovviamente) c’è sempre casino.
Ora, mischiate tutti questi ingredienti, aggiungendo in forti dosi
- insicurezza latente, presunta, reale od apparente
- disoccupazione e precariato diffuso
- un buona manciata di ignoranza e credulità popolare
- spruzzo di individualismo di stampo neo-coloniale
Cuocete a fuoco lento in una casseruola per un’ora ed avrete la pietanza da servire in ogni occasione, quella che vi fa fare il botto alle elezioni.
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