Marco Travaglio – Lezione di legalita’ dall’Albania
Con la maggioranza bisogna dialogare, bisogna rispettare il capo dello stato che ha sempre ragione (come il Papa), basta giustizialismo, basta con i processi spettacolo. Basta con la storia del conflitto d’interessi, basta con le calunnie a Berlusconi, il CSM è una cloaca, i magistrati sono antropologicamente diversi, P.za Navona è un covo di integralisti ed antidemocratici, volgari ed anticostituzionali.
Ed ora veniamo al mio politico preferito, tal Umberto Bossi.
Per inciso, alla Guzzanti hanno fatto il pelo e contropelo per aver detto che il Papa è un misogino, androgino e protettore di pedofili (accuse tutte vere ndr): Bossi non capisce una fava di cosa ci sia scritto nell’inno di Mameli (la vittoria è schiava di Roma analfabeta acefalo, non l’Italia. Alle schiave erano tagliati i capelli, la chioma appunto. La Vittoria dovrà porgere la chioma a Roma, che metaforicamente le taglierà i capelli, poichè sua schiava. Dio santo, siete una razza di sottosviluppati mentali. Mi viene in mente il caso Scafroglia. Ecco, Bossi è come il signore che chiama perchè fraintende ogni parola di Guzzanti.), eppure cosa fanno i parlamentari? Gli danno uno buffetto sulla capoccia come per dire “eddai, non farlo più”.
Se la Guzzanti, o Travaglio o mio nonno in cariola avessero alzato il dito medio contro l’inno di Mameli vi immaginate lo scompiglio che si sarebbe creato? In ogni caso l’avrebbero fatto a proposito, non fraintendendo una frase dell’inno, che ogni marmocchio delle elementari conosce (o dovrebbe conoscere). Mameli aveva una chiara cultura classica, e difatti l’inno ne è infarcito dalla prima all’ultima strofa. Poi uno si chiede a che cosa possa mai servire la cultura. A questo, a non farsi figure di merda di fronte a 60 milioni di persone. L’ictus gli è venuto perchè il buon Dio si è rotto le palle di sentirlo parlare.
Schiava di Roma è l’Italia…vi prego, ditemi che non è vero che vogliamo discutere con Bossi ed i leghisti. Se volete discutere con i vaccari, posso darvi l’indirizzo dei miei parenti del cuneese. Sono brave persone, non molto acculturate, ma buoni contadini. Hanno qualche centinaio di vacche, mungono, si fanno un mazzo quadro, sono riusciti anche a far laureare i propri figli, che ora sono veterinari. Vanno a messa tutte le domeniche, non bestemmiano. Evadono qualche tassettina, ma fanno del formaggio toma che è una bontà.
E’ mai possibile che in questo paese solo gli analfabeti possano diventare ministri? E se tanto mi da tanto anche i loro figli lo diventeranno. Hanno appena bocciato per la seconda volta il figliolo dell’analfabeta. E cosa fa il padre analfabeta? Invece di corcare di mazzate il figlio caprone perchè non studia, da la colpa ai professori, perchè essendo terroni non promuovono il figlio padano.
Ai miei tempi, quando andavo a scuola, se fossi stato bocciato al liceo, mio padre, che odio profondamente i comunisti, non si sarebbe mai permesso di andare all’istituto, chiedere la tessera elettorale del professore, o le sue generalità di provenienza. Avrebbe, giustamente, preso un badile e me lo avrebbe gentilmente parcheggiato sul mio cranio, in modo tale da farmi capire che io sono un caprone, i professori in generale hanno ragione, e che in ogni caso io a scuola devo dimostrare di sapere. Punto.
Invece, il padre analfabeta Umberto Bossi cosa fa? Si comporta egli stesso da buon italiano medio: fa valere la sua posizione, accusa colui il quale non si è abbassato al proprio volere dispotico, e protegge la propria prole. E tutti ad applaudire questi due acefali. In Sicilia, chi si comporta così è definito mafioso.
Signori leghisti padani, non è colpa mia se il vostro tasso medio di scolarizzazione si aggira tra la prima e la seconda elementare. Avete scelto di badare all’azienda di famiglia? Bene, non vi lamentate se vi segano i vostri figli, che vorreste veder diventare “dottori”, in modo tale da erigere loro un busto all’ingresso della vostra aziendina, tal per cui possiate fregiarvi per il resto della vostra vita.
Siete ignoranti, ed infatti votate un ignorante, il quale non conosce il significato, neanche troppo ermetico-allegorico, dell’inno nazionale suo. Già, è il suo inno nazionale fino a prova contraria. Se non vi piace, vi levate dalle scatole. No, ciò che fanno e promettere ogni secondo la secessione, gridando che Roma è ladrona, e poi si intascano migliaia di euro al mese provenienti da Roma stessa. Che branco di ipocriti senza un briciolo di dignità alcuna.
Si lamentano tuttavia che i professori italiani siano terroni e comunisti:
1. tutto da provare che siano a) terroni b) comunisti. Esigo i dati Istat.
2. non sapete neanche cosa voglia dire etimologicamente comunista, eppure affibbiate ad ogni piè sospinto tale attributo a chiunque non la pensi come voi. Esattamente come facevano i nazisti. Ed infatti siete nazisti nell’animo, solo che non avete il coraggio di affermare ad alta voce di esserlo. Vi piacerebbe avere un Hitler o Mussolini, cosicchè possiate dar libero sfogo alle vostre frustrazioni sociali ed intellettuali, ma non potendo farlo, causa la Costituzione, vi limitate ad esserlo nella sostanza. Da perfetti vigliacchi politici quali siete.
3. vi rode il culetto perchè riuscite a malapena coniugare il verbo essere al presente indicativo fino alla seconda persona singolare, ma pretendete che la promozione nella scuola dell’obbligo sia automatica. Siete i peggiori 68ottini che si possano osservare sul mercato. Siete i fautori della diabolica teoria del “18 politico”.
4. leggete probabilmente un libro all’anno e quell’unico libro è il decalogo di barzellette di totti (molte delle quali ancora oggi non siete riusciti a capirle), eppure vi lamentate del sistema educativo italiano, tra i più elogiati nel mondo per la sua qualità, specie nelle materie umanistiche.
L’8% ha votato per questo analfabeta. L’8%, non lo 0,00001%. Complimentoni, immagino tutti “cime sedute in prima fila ai tempi del liceo”.
Postato in: Esteri, Giornalisti, Giustizia, Informazione, Interni, Manifestazioni, Politici | Messo il tag: Europa, Giustizia, Inno Nazionale, Lodo Alfano, Mameli, MarcoTravaglio, Piazza Navona, Politica, Sabina Guzzanti, Umberto Bossi







































































[...] piuttosto labile e fallace. Il Ministro Alfano non ci ha pensato due volte prima di dare il via al lodo che prende il suo nome. Ora lo stesso Ministro sostiene che è disponibile al dialogo, ma alla fine [...]
[...] e ben in linea con la storia dei due movimenti: l’IDV ha promosso un referendum contro il Lodo Alfano e la sua legittimazione dell’impunità. L’altra, quella della Sinistra extra [...]