Quando non si ha la decenza di tacere

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Per questo saluto di due soldati Unifil italiani, Israele si è lamentata ufficialmente tramite il suo ambasciatore. I due soldati italiani stanno rendendo un saluto militare ai militari di Hezbollah. Come immagino sia d’uopo per chi crede nella carta di Ginevra e nelle regole militari.


«I due soldati hanno obbedito a una tradizione che risale alla notte dei tempi, e che accomuna tutti i soldati del mondo – dice il colonnello Enrico Attilio Mattina, portavoce militare di Unifil -. Una tradizione che impone il rispetto per i morti in guerra, a
prescindere dalla divisa che indossavano
». Quel saluto, dice il colonnello Mattina, «non è legato allo scambio fra Israele e Libano: Unifil è sempre stata equidistante, e questo ci è stato riconosciuto sia da Israele che dai libanesi». Anche allo Stato Maggiore della Difesa, dal quale dipende il contingente italiano schierato in Libano, preferiscono evitare qualsiasi polemica: «Vorremmo solo ricordare che al sacrario di Redipuglia, che custodisce le salme di
100 mila soldati morti nella guerra ‘ 15-’ 18, ogni anno viene deposta una corona per i morti italiani e una per quelli austriaci».

Uff, che noia non aver mai la decenza di tacere.

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