Oggi su Repubblica, appare questo articolo di Omero Ciai “Così Rifondazione aiutò i rapitori della Betancourt”. Secondo il quotidiano italiano dal computer di Raul Reyes, guerrigliero delle FARC ucciso il primo marzo, vengono estratti documenti che accerterebbero la compiacenza alle azioni delle FARC da parte del partito della Rifondazione Comunista, in particolare da parte di Ramon Mantovani e di Marco Consolo.
Iniziamo la nostra analisi da un altro articolo, questo
“Mantovani e Consolo gli amici delle Farc Ci sono stati incontri, l’ Italia sapeva tutto”
La storiella è la seguente: la civile Colombia tenta nelle settimane passate, a seguito della liberazione di Ingrid Betancourt, di screditare semmai ci fosse ancora spazio di manovra, il gruppo delle FARC. Per farlo, inizia a rovistare non si sa ancora bene quanto legalmente (ma che ce frega, noi abbiamo avuto Renato Farina. Il governo di Uribe potrebbe chiedere una consulenza al nostro spione “Er Betulla”). Sapete qual’è il pc in cui vanno a rovistare i torturatori Colombiani? Esatto, vedo che siete dei lettori perspicaci, nel computer di Raul Reyes. Qui trovano due nomi in codice, che i volponi del governo Colombiano non riescono subito a decifrare. Uno di questi è un tal “Ramon”. Subito panico entro Uribe e soci: chi cazzo saranno sti due agenti segreti che dialogano con le FARC nel modo più 007-esco, con DELLE EMAIL? Tenete a mente questo particolare!
Sulle pagine de “Il Manifesto”, non ricordo esattamente in quale data, perdonatemi, apparve un articolo che dichiarava senza troppi giri di parole più o meno questo “Ah ragà, ma che cazzo state a dì? Ramon non è un nome in codice, è proprio Ramon Mantovani, parlamentare di Rifondazione Comunista, ufficialmente incaricato dal partito di mediare con le FARC”. Il giornalista di Repubblica, Omero Ciai, lo stesso dell’articolo di cui sopra, capì di aver preso un granchio e per qualche settimana stette buono buono. Il 31 agosto Omero Ciai torna alla carica, perchè ormai il tempo della dimenticanza è passato. Allorchè da questo famigerato pc di Reyes spunta una nuova interessantissima email, che recita
In una email datata 4 dicembre 2004 Marco Consolo, allora incaricato dell’America Latina presso la sezione esteri del partito, scrive a Raul Reyes sulla nomina di Ingrid Betancourt “cittadina onoraria di Roma”. Consolo che si firma come “Il suo amico dall’altra parte dell’Oceano” scrive: “Caso Ingrid. Come tu sai è diventata una questione fortemente internazionale. Nonostante il fatto positivo che significa per mantenere aperto lo spazio del negoziato (immagino che sia questa la tua valutazione) c’è il rischio concreto che diventi un boomerang…”.
Vi ricordate che vi avevo detto di tenere a mente il dettaglio dell’uso della email tra Consolo-Mantovani e Reyes? Ebbene, prima di presentarvi le prove che Omero Ciai e Repubblica stanno ripercorrendo gli stessi errori di una volta, ma con più arguzia, vi voglio esporre il seguente arcano: supponete per un istante che voi vogliate diventare una spia per conto di un partito/associazione, allo scopo di trattare affari sporchi con un altro partito/associazione/movimento. Volete discutere di faccende della massima riservatezza. Che mezzo utilizzereste per scambiarvi informazioni? Il telefono? No, quello lo usa Saccà con Berlusconi, ed infatti vengono subito beccati. La posta ordinaria? Mah, potrebbe anche andar bene, ma se questo famigerato spione fosse residente in Italia dovrebbe sperare che alle Poste non facciano i soliti casini. No, il nostro spione decide di usare la EMAIL. Wow, che grande genio deve essere questo spione, una vera volpe. Lo sanno anche i bambini di 3 anni che ogni mail viene registrata, specie quelle con parole chiave. Tuttavia, ignorando questo dettaglio, il nostro spione decide di proseguire, scrive una bella email, magari dal proprio pc, registrato con IP presso i server del provider a cui si è legato, ed invia tutte le informazioni segrete al suo contatto, senza risparmiare i dettagli più compromettenti. Ve lo immaginate James Bond che scrive a M. con il suo account su alice o libero, dicendole “Dear M., I have been involved in serious affairs, need a new passport and new guns. Sincerely J.B.”. Vi prego, non vi mettete troppo a ridere, perchè secondo Omero Ciai, Repubblica, Uribe ed il Governo Colombiano questo è esattamente quello che è accaduto. E ci credono talmente tanto che diramano agenzie di stampa in tutto il mondo e Repubblica, pensando di aver in mano lo scoop del secolo, proprio ora che Ingrid Betancourt giungerà in Italia (p.s.: da quando è stata liberata, invece di passare del tempo con i suoi familiari, 6 anni di prigionia tra le fameliche e sataniche FARC uno potrebbe anche avere voglia di starsene al sicuro in un ambiente amorevole e confortevole, la S.ra Betancourt sta viaggiando talmente tanto che ha accumulato più punti volo di Phileas Fogg) ci scrive sopra un paio di articoli.
Ma torniamo a noi, perchè ora le cose si fanno interessanti.
Alcuni compagni stanno discutendo di questo evento su questo forum. Da loro ho appreso di una nota ufficiale che inizia a far comprendere la situazione anche ai più maliziosi. La nota in questione recita
Casini: Mantovani lavorò per la pace Non difese le FarcMILANO – «Posso personalmente testimoniare un impegno politico e parlamentare dell’ onorevole Ramon Mantovani per favorire il processo di pace in Colombia». Pier Ferdinando Casini prende carta e penna a difesa dell’ esponente di Rifondazione comunista, accusato dal El Tiempo di Bogotà di essere tra i sostenitori esteri delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia che hanno rapito Ingrid Betancourt. Mantovani e il Prc avevano già replicato di aver avuto «rapporti politici per anni» con le Farc, «ma «sempre sotto la luce del sole, per favorire il processo di pace e di dialogo». Il leader Udc conferma: «Durante il mio mandato di presidente della Camera, e anche successivamente come presidente dell’ Unione Interparlamentare, ho più volte ricevuto Mantovani, impegnato a favorire un disgelo tra il governo Uribe e le Farc, con cui aveva intrattenuto rapporti politici. Ho ritenuto doveroso rendere questa testimonianza perché tutto mi divide politicamente da lui, ma gli devo riconoscere onestà intellettuale e trasparenza politica».
Se questo è giornalismo
La Repubblica di lunedì 13 marzo ha dedicato una pagina intera ad una notizia che semplicemente non esiste. Nella sostanza -l’articolo non è disponibile in internet – la fantasiosa penna del solito Omero Ciai sostiene che siccome oramai è in corso un esodo biblico di giocatori di baseball cubani verso gli Stati Uniti, allora il perfido Fidel Castro vorrebbe estirpare il baseball da Cuba per sostituirlo con il Cricket.15 marzo 2006 – Gennaro Carotenuto (http://www.gennarocarotenuto.it)
Insomma Omero Ciai e La Repubblica, ancora attendiamo scuse ai lettori per il clamoroso e vergognoso caso delle false interviste firmate Jordi Valle, cambiano discorso e lasciano il martire Gorki Aguila al suo triste destino di non-martire.
Dopo aver già fatto una figura immonda appena qualche settimana fa con il caso dei rapporti Rifondazione-FARC, al povero Omero tocca riprovarci (ma lo fa di suo o ce lo mandano?): “Rifondazione aiutò i rapitori della Betancourt”. Omero, ma non ti vergogni?
Di particolari raccapriccianti questa storia ne avrebbe ancora molti, ma non voglio scopiazzare troppo il lavoro di inchiesta che valide persone stanno svolgendo. Molti link ve li ho già segnalati in questo post, quindi voi lettori, in tutta autonomia, potrete farvi una vostra opinione.
Vi lascio solo con una mia considerazione personale: non posso ovviamente conoscere chi sia il burattinaio di tutta questa faccenda, ma mi aspetto e spero che Ramon Mantovani, dopo aver concluso la sua doverosa conferenza esplicativa
Conferenza di Mantovani, accusato di sostenere le Farc
Secondo il quotidiano La Repubblica a pagina 12, in un articolo a firma di Omero Ciai, dal titolo “Ecco chi aiuta le Farc dall’Italia”, ci sarebbero anche due italiani tra le “pedine delle Farc all’estero”, dai nomi di battaglia “Ramon” e “Consolo”. Così, sempre secondo la Repubblica, sarebbe emerso dagli ormai famosi computer di Raul Reyes, ex leader storico delle Farc. I due italiani in questione, Ramon Mantovani e Marco Consolo, hanno convocato oggi a Roma alle ore 16 presso la Sala Duccini, in viale del Policlinico 131, una conferenza stampa per rispondere a tutte le illazioni contenute nell’articolo in questione uscito oggi su La Repubblica
http://www.carta.org/articoli/14801
agisca in modo chiaro, a nome anche di Consolo, nei confronti di Repubblica per la pessima dimostrazione di deontologia giornalistica da peracottaro.
Da quando il Congresso di Rifondazione Comunista si è concluso con la vittoria di Paolo Ferrero, le acque attorno al partito stanno diventando piuttosto burrascose. Ma non perchè entro il partito non si stia iniziando a lavorare come si sarebbe dovuto fare anche sotto Fausto Bertinotti. E’ la situazione esterna al partito che mi preoccupa. C’è qualche furbetto che sta tentando di remare contro, e lo fa sia come agente esterno, sia probabilmente come agente interno. Questa boutade delle FARC ne è solo l’apice, sebbene alquanto tragicomico e la panzana che hanno escogitato si ritorcerà loro contro.
Dobbiamo stare attenti compagni e denunciare ogni singolo atto di destabilizzazione. Per far ciò sarebbe anche ora che il Partito della Rifondazione Comunista si dotasse di un organo di stampa decente e capillare, in modo tale da mettere in risalto, a livello nazionale, tutte le magagne che si stanno architettando contro il Partito ed i suoi militanti.
Se qualcuno pensa di voler far cadere Rifondazione Comunista perchè non gli hanno consentito di leccare il lecca lecca alla fragola, o perchè non ci siamo piegati ai dettami di un bipartitismo all’acqua di rose, beh, quel o quei qualcuno si sbagliano di grosso.
Aggiornamento 1
Leggete cosa sostiene la stessa Ingrid Betancourt
Pensa sia giusto che un partito italiano tenga relazioni con le Farc?
Credo che le farc non debbano essere lasciate sole nella loro follia. È bene che sentano gente da fuori desiderosa di aiutarli,ma per farli entrare in un nuovo modo di agire. Rifondazione comunista partecipa alle elezioni in Italia e se non vince lo accetta. Questo è un buon esempio.http://www.tg1articolo.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,,1067150%5E1079723,00.html
Ora, quando Repubblica e Ciai porgeranno le dovute scuse?
Aggiornamento 2
Qui potrete trovare la risposta ufficiale di Ramon Mantovani, direttamente dal su blog. Un estratto
Eppure basta un “dossier del governo colombiano” pubblicato su Repubblica in due puntate per scatenare la solita tempesta nel bicchier d’acqua: “scandalo! esponenti di rifondazione hanno mantenuto contatti con le FARC”. E via con richieste di interviste e dichiarazioni(tutte concesse tranne quella mai richiesta e che, secondo Omero Ciai, avrei rifiutato). E avanti con dichiarazioni di questo o quell’altro esponente della maggioranza di governo. E avanti con considerazioni pensose di commentatori politici televisivi o della carta stampata.
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Noi continueremo, come sempre abbiamo fatto, ad essere attivi per i processi di pace e a non usare due pesi e due misure quando si tratta di diritti umani. E soprattutto cercheremo di continuare ad essere persone serie e a non diventare mai come loro.
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Vorrei far notare ulteriormente alla genitle utenza che se Mantovani ed RC sono colpevoli di aver trattato con un gruppo che l’Amministrazione Bush ha dichiarato sua sponte “terrorista” (cosa che fino a poco tempo fa’ non era, un po’ come Hezbollah o Al Qaeda) allora per sillogismo dovremmo considerare colpevoli anche D’Alema che ha dialogato con Hezbollah ai tempi di Unifil quando GIA’ Hezbollah era sulla lista nera dei gruppi terroristici e stessa cosa per Andreotti e Craxi con l’OLP.
Ora, chi ha il coraggio di bussare alla porta dei primi due (il terzo ci ha prematuramente lasciato) per consegnare loro un avviso di garanzia?
Buona fortuna a Ciai e Repubblica, perchè mi aspetto che scrivano un articolo simile anche su D’Alema ed Andreotti, ma dubito lo faranno, perchè essere querelati da quei due corrisponderebbe a chiudere i battenti.
Forti con i deboli, deboli con i forti.